Archivio Storico ANED - Sezione di Sesto San Giovanni (MI), Italy

ARBEITSKREIS FUER HEIMAT-, DENKMAL- UND GESCHICHTSPFLEGE ST.GEORGEN/GUSEN, Austria

KZ Mauthausen-GUSEN Info-Pages


GUSEN 1938-1945 - ALLA MEMORIA


dal libro della storia, 300 anni di esteso diritto in St. Georgen sul Gusen
Editore: MARKTGEMEINDE ST. GEORGEN SUL GUSEN, 1989

Autore: Rudolf A. Haunschmied
Traduzione: Renato Grimoldi (per conto ANED)
Revisione storica: Giuseppe Valota


Prefazione del rappresentanza comunale si St. Georgen sul Gusen

Presentazione
Impresa per la produzione di materiale da costruzione
La costruzione del Lager di Gusen
St.Georgen diventa centro amministrativo della DEST
La guerra costringe la DEST al cambiamento della produzione
La perduta sovranità’ aerea dovuta al successo degli alleati
Sottocampo St. Georgen sul Gusen
Costruzione del progetto B8 - "BERGKRISTALL"
Vivere e morire in St. Georgen e Gusen II
Lo sgomento soppravvive in St. Georgen sul Gusen


PREFAZIONE DEL
RAPPRESENTANZA COMUNALE
DI ST. GEORGEN SUL GUSEN


Nessun altro luogo in Austria ha avuto un capitolo oscuro della sua storia come St. Georgen sul Gusen. Il periodo storico degli anni 1938/45 tende ad essere dimenticato, ad essere sottratto alla conoscenza.

Come è noto le nostre zone stanno assumendo una grande importanza per il loro sviluppo economico e turistico. Di fronte al tentativo della rimozione, la nostra comunità deve invece riflettere, in occasione del cinquantenario della liberazione, su quello che è stato, senza timore che il periodo buio passato possa segnare il nostro sviluppo. Questa considerazione vale sia per la popolazione che allora ha visto questi tragigi fatti, sia per i giovani che devono sentire il disagio della mancanza della memoria storica.

Solo da poco, concittadine e concittadini di St.Georgen, sono nella situazione di poter riferire, di prima mano, la situazione di quegli anni orribili.

La maggior parte dei più vecchi concittadini con un grosso sforzo della loro memoria danno un contributo ammirabile sulla orribile verità che ha calpestato la loro coscienza. Questa è una verità che nei decenni precedenti credettero fosse spenta nella loro coscienza, la quale invece risvegliandosi diede loro un’ulteriore motivo di vita segnando così lo sviluppo della regione di St.Georgen sul Gusen.

Il nostro ringraziamento deve volgersi perciò alla consapevole responsabilità dei concittadini e degli ex deportati, i quali dopo 44 anni hanno ancora il coraggio e la forza per farci la grazia del "tardivo risveglio" dandoci la possibilità di imparare la storia dei bui capitoli nostri ed europei. Essa riguarda direttamente, in questi pochi anni, anche St.Georgen sul Gusen e i suoi dintorni.


PRESENTAZIONE


Nel paesaggio granitico Austriaco in una sorprendente rientranza di un originario strato di roccia nella pianura del Danubio, giace da tempo appiattita, in un sicuro luogo nella parte sud della regione del RIED la zona di St. Georgen sul Gusen. Però già la relativa modesta posizione di questa zona sta a rappresentare il principio ordinato del trascorrere della vita di st.Georgen sul Gusen. La struttura della popolazione si ferma nel tempo della prima Repubblica della WAAGE, dove i tre importanti gruppi di popolazione sono suddivisi in tre parti uguali: agricoltori, commercianti e lavoratori dipendenti.

Il commandante ZIEREIS con la moglie Così è vista oggi, l’idilliaca St.Georgen, da osservazioni fotografiche. Così com’era vistoso l’antagonismo della popolazione nel tempo della crisi economica e sociale. St.Georgen diventa in questi anni, ricercata dai cittadini benestanti di Linz, per i suoi stabilimenti balneari ma anche da molte persone che, come residenti, lavorano nelle vicine cave di pietra di Mauthausen e Gusen (1). Molti capifamiglia di St.Georgen camminavano giornalmente, con zoccoli di legno ai piedi, nelle cave di pietra, per produrre pietra da costruzione per il fabbisogno della capitale della repubblica: Vienna (2).

In altri tempi si lasciano scontrare volontariamente i compagni di scuola solo per prendersi un tozzo di pane secco. Questo metodo avvenne dopo la perdita della democrazia parlamentare dove viceversa fioriva la vita sociale. Per lo più, questa vita sociale, è vissuta nelle otto locande esistenti.

In St.Georgen, come nella maggior parte della Muehlviertels, si fabbrica birra e si aprono spacci. Per mantenere fresca la birra d’estate si costruiscono depositi e ghiacciaie. Queste birrerie erano frequentate anche da montanari che si salutavano dopo ogni escursione. Una di queste birrerie è gestita dal sig. Boublik fino al 1918, il quale diviene un importante depositario della birra Poschachte per l’Austria Superiore. Alla fine degli anni trenta la birreria diventa di proprietà della famiglia Poetsch, la quale a tutt’oggi è ancora proprietaria (4).

Oggi sembra incredibile che una piccola cantina di birra scavata nella sabbia assieme ai luoghi vicini, all’inizio della seconda guerra mondiale, diventa il campo di concentramento di Gusen: Lager fondamentale per la costruzione dell’armamento aereo del Reich Tedesco. E’ anche incredibilile che ciò sia avvenuto in questo luogo pressochè sconosciuto.


IMPRESA PER LA PRODUZIONE
DI MATERIALI DA COSTRUZIONE


Deportati che caricano pietre sul fiume Danubio Pochi giorni dopo il marzo 1938 avviene la violenta occupazione dell’Austria da parte delle truppe Tedesche e delle SS, capitanate dal maresciallo SS HEINRICH HIMMLER (5) per il più importante affare economico delle SS. Le competenze ufficiali spettano al capo dell’economia e capo ufficio amministrativo delle SS, generale d’armata SS OSWALD POHL (6) che deve esaminare la fondazione dei due campi di concentramento di Mauthausen e Gusen attorno alle loro cave di pietra. Un paio di settimane dopo l’ispezione, viene fondata il 29.4.1938, da alti funzionari delle SS e della polizia una ditta denominata "Deutsche Erd und Steinwerke GmbH (DEST)" (impresa per la produzione di materiali da costruzione), per la zona di St.Georgen e dei suoi dintorni. Ogni ditta costituita viene posta sotto la direzione determinante del tenente colonnello SS KARL MUMMENTEY (7). Queste ditte nascono nel contesto dei campi di concentramento posti sul territorio del Reich dove in condizioni disumane trovano la morte più di 100.000 deportati. I primi importanti progetti della DEST sono certamente quelli di costruire una grande fabbrica di mattoni a Sachsenhausen ed a Buchenwald, così come l’acquisto e la messa in esercizio delle cave di pietra a Flossenburg, Mauthausen e Gusen.

Appena tre settimane dopo la fondazione di queste ditte SS, si inizia a produrre con 30 lavoratori civili del circondario delle cave di pietra di Mauthausen: era il 16.5.1938. Già un mese più tardi il direttore della DEST, POHL, discute con gli esperti finanziari Tedeschi, del fronte del lavoro tedesco, il finanziamento per la costruzione dei campi di concentramento nelle regioni orientali, dove i deportati devono produrre materiali per la costruzione della capitale del REICH: Berlino. Le città di Norimberga, Monaco e Linz sono da considare centri di produzione. Le ditte SS iniziano la corsa per la produzione. Discutono, il 30.6.1938, con il ministro del REICH per gli armamenti e munizioni ALBERT SPEER (8) il primo e importante ordinativo di materiale per le costruzioni.

I primi 300 deportati arrivano a Mauthausen il giorno 8.8.1938 insieme a circa 80 militari SS "Unità-teste di morto", sotto il comando del maggiore SS Albert Sauer (9), e parecchi caporali maggiori, per predisporre e costruire le baracche del Lager.

Dopo pochi mesi erano già pronte 14 baracche nelle quali, in ottobre, vengono sistemati altri deportati. All’inizio dell’anno 1939, comincia il lavoro nelle cave di pietra di Mauthausen. In quel periodo il campo di Mauthausen conta circa 1.000 deportati che saliranno a 2.666 a fine 1939 (10).


LA COSTRUZIONE DEL LAGER DI GUSEN


Nel dicembre 1939 inizia, sotto il comando del sergente maggiore SS Anton Streitwieser (11), la costruzione del Lager di Gusen I. Ogni giorno circa 400 deportati tedeschi marciavano dal Lager principale di Mauthausen verso Gusen. Questo durò fino a fine marzo 1940, quando furono costruite tre baracche per i deportati e altre per le SS per poter lavorare nella cava "KASTENHOF". Le marce giornaliere, gli sfinimenti, le malattie e il denutrimento costano la vita ad alcuni deportati. Così già in questo periodo, per i deportati, il campo di Gusen, diventa un complesso di terrore.

Unità di custodia SS, nel KZ di Gusen, allineati per la visita di KALTENBRUNNER Il 9 marzo 1940 vengono sistemati nel Lager principale di Mauthausen, 480 deportati Polacchi, i quali, assieme ai Tedeschi e Austriaci, agli inizi di aprile, costituiscono il primo nucleo di deportati del campo di concentramento di Gusen I. Nella primavera del 1940 viene eliminata l’intellighenzia Polacca ed iniziano i moti di resistenza. Molti gli arresti e quelli non fucilati vanno ad ingrossare il conto dei campi di concentramento esistenti. Queste azioni sui singoli accrescono i numeri anche a Gusen, tanto che all’inizio del 1941 si contano circa 4.000 deportati.

Dal 27.5.1940 vengono inseriti, senza alcuna eccezione, tutti i Polacchi nei gruppi di lavoro della cava di pietra di GUSEN e nella fabbrica di mattoni in LUNGITZ. A seguito delle dure condizioni di lavoro, il cattivo nutrimento e atti di arbitrio delle unità di custodia SS, in questo primo anno muoiono 1.522 deportati (12). I deportati, inoltre vengono avvicendati lungo la ferrovia tra la stazione di Mauthausen e St.Georgen. L’ 1.6.1940 entra il primo trasporto di deportati in St.Georgen. Vengono spinti fuori dai vagoni ferroviari come animali, sotto i colpi e l’abbaiare dei cani e più tardi nella notte con molte urla, vengono spinti attraverso la zona di Gusen (13).

Solo più tardi, rispetto ad allora, ai cittadini di St Georgen risulta evidente l’effetto terribile della fondazione dei campi di concentramento di Gusen. I deportati vengono alloggiati nelle prime baracche che erano circondate da una tripla fila di filo spinato (14). Il muro di pietre verrà ultimato dai deportati, prima della fine del 1942. Sia il KL di Mauthausen che quello di Gusen diventano autonomi, con un proprio centro di comando e amministrativo che si trovava nella "Wienergraben" (15)

Da allora, e precisamente il 17.2.1939, il comandante colonnello SS Franz Ziereis (16), viene nominato capo dei Lager di Mauthausen e Gusen affiancato da capi SS, i quali devono comandare i deportati, le unità di custodia e stabilire gli impieghi di lavoro. Il campo di Gusen è comandato, in questo periodo, dal capitano Carl Chmielewschi, il quale arriva da Sachsenhausen, nel marzo 1940. Rimarrà a Gusen fino al gennaio 1943.

All’inizio del 1940 la forza militare ed amministrativa, per i Lager di Mauthausen e Gusen, è di circa 190 effettivi, tra ufficiali, sottufficiali e soldati semplici. I gruppi di custodia contano 460 effettivi e quattro compagnie di custodia SS composte da 150 effettivi ognuna (17). Per l’alloggiamento di questo grande numero di unità di custodia, vengono costruite baracche ai lati della strada.

Di conseguenza stazionano in Gusen,18 in media, dalle 11 alle 13 compagnie di custodia SS, con circa 2.000 effettivi. Alla fine del 1941, in Gusen, il numero dei deportati è superiore allo standard previsto, con circa 1.000 deportati in più di Mauthausen. Causa di questo alto numero sono le previsioni della DEST di aumento della produzione, che porta a raggiungere gli 8.500 deportati per il campo di Gusen (19)

ST. GEORGEN DIVENTA
CENTRO AMMINISTRATIVO DELLA D.E.S.T


In parallelo alla costruzione del Lager di Gusen, la DEST inizia, nell’inverno 1939/1940, la ricerca di un posto adatto per collocare la direzione ed a cercare personale. Durante un "Consiglio locale" sulla dislocazione dei Lager, viene scelta, dall’Arch. Theer di Linz, la periferia est di St.Georgen con tre possibili varianti per l’insediamento "Pietra e terra". In accordo con il "Capitano del territorio del Danubio superiore" le SS, il 13.2.1940, concludono un esteso programma di costruzioni per St.Georgen sul Gusen.

Innanzitutto le SS hanno intenzione di creare 50 proprie abitazioni di tipo popolare con la possibilità di incrementarle, secondo le esigenze. Le abitazioni serviranno anche per gli operai e gli impiegati che operano per il funzionamento delle cave di pietra di Mauthausen e Gusen.

Di conseguenza, per il fabbisogno di quei luoghi, vengono creati edifici pubblici, come l’asilo, i negozi, ecc., i quali vanno inseriti nei gruppi di abitazioni da costruire.

Una casa del DEST a St. Georgen

Rendevano complesso il progetto la mancanza da strade adeguate, quelle esistenti in St.Georgen erano malridotte, nelle stesse condizioni quelle circostanti di collegamento. Perciò si decise di costruirne una nuova per collegare St.Georgen con Mauthausen. Già nell’aprile 1940 inizia la trattativa per l’acquisto del fondo necessario. La progettazione per costruire uno o due complessi principali da usare per il centro amministrativo, della DEST, termina nell’agosto 1940. Immediatamente dopo la conclusione di questo progetto inizia la costruzione, con l’impiego di deportati, di un fabbricato per l’amministrazione con due abitazioni e un fabbricato abitativo con sette abitazioni e due negozi. In questo modo le SS con la loro ditta "DEST" si impossessano di St.Georgen sul Gusen. Le SS con l’autoritarismo già conosciuto non tengono in nessun conto le esigenze della regione di St.Georgen. Prima, con uno scritto del 31.12.1940, pongono St.Georgen sotto il prefetto di Perg; poi si promulga che per le costruzioni supplementari della DEST, serve soltanto un permesso di fabbricazione (20).

Non solo attraverso la realizzazione di queste costruzioni gli abitanti della regione fanno conoscenza con i deportati. La popolazione, già da tempo, era a conoscenza del trattamento delle SS contro i deportati. All’inizio, i deportati, vengono portati all’esterno, poi al lavoro nell’agricoltura e per l’esecuzione di lavori utili all’amministrazione comunale. Questa situazione, in principio crea conflitti tra i cittadini locali e l’unità di custodia delle SS, poiché gli abitanti mostravano compassione con i deportati. Capiscono subito che tutto dipende dal capriccio del momento delle unità di custodia delle SS e quand’è possibile, gli abitanti, danno da mangiare o acqua da bere ai deportati. Solo poche sentinelle permettono che i deportati possano almeno avere mele e pane (21). Già nell’estate del 1939 gli abitanti di St.Georgen e dintorni capiscono che il loro futuro può essere simile ai deportati in un Lager. Poiché, nel clima di terrore imposto dalle SS, sono sempre più costretti a subirlo passivamente (22).

Dopo l’anno 1940 ha inizio l’utilizzo dei deportati per la costruzione del centro amministrativo, dei nuclei abitativi e le necessarie infrastrutture in St.Georgen. Su circa quattro ettari di aree fabbricabili, si costruiscono strade e progetti per altre costruzioni e insediamenti. Con ciò le SS danno inizio alla costruzione di una via commerciale, verso Zottmann, e di conseguenza i contadini stessi la devono ultimare. L’ordine di costruire case dotate di servizi di acqua, già dal 13.06.1940, non dà positivi risultati, perché il tentativo di aprire una sorgente presso Apfelsteiner diede scarsi risultati. Con l’estendersi degli insediamenti delle SS e gli alloggi per gli altolocati appartenenti alla direzione delle SS iniziano, in St.Georgen, i lavori per la costruzione del poligono di tiro (23)

Nel marzo 1940 il comandante del campo di concentramento di Gusen I, capitano SS Karl Chmielewski, con la sua famiglia si insedia in St.Georgen (24). Quando nella primavera del 1941, le prime costruzioni, amministrative e abitative sono terminate, il comandante del campo di concentramento di Mauthausen, tenente SS Ziereis, con il suo "primo dipartimento per la custodia preventiva" e il capitano Georg Bachmayr, vengono destinati a St.Georgen sul Gusen (25). Entro breve tempo prende sede, in questi due fabbricati, anche la direzione della DEST. Di conseguenza, sotto la direzione del direttore Otto Walter (26) e del direttore delle cave di pietra di Mauthausen e di Gusen (27) avviene un grande sviluppo a St. Georgen, facendone uno dei primi importanti centri industriali del Reich tedesco per l’estrazione del granito (28).

Il rapido sviluppo del fabbisogno di abitazioni per le SS e la DEST nell’anno 1941 e la costruzione di nuovi insediamenti in St.Georgen diventa stimolante. A seguito di ciò si costruiscono (oggi sono ancora esistenti) abitazioni in pietra con al centro l’insediamento amministrativo. Le costruzioni progettate vengono avviate e seguite dal direttore della DEST in Berlino e sono eseguite senza tenere conto della realtà locale.

Per realizzare l’industrializzazione delle cave di pietra vengono inviati i deportati in St.Georgen. Vengono fatti confluire deportati Polacchi (dai Lager Polacchi) nel Lager di Gusen, iniziando così la trasformazione in un centro "Industriale" per la produzione della pietra da costruzione e campo di sterminio per deportati. Un decreto del 1.1. 1941 emanato in Berlino decide in tal senso. Con ciò i campi di concentramento di Mauthausen e di Gusen vengono definiti come unici campi di concentramento di tipo "Lager di III grado". Quindi con assegnazione di deportati sempre in numero maggiore, il cui ritorno, secondo le direttive dell’ufficio centrale della Gestapo, è "Indesiderato". Questa decisione (valida fino all’autunno 1943) è di "Consegnare tutti da questo momento: Ebrei e prigionieri di guerra Sovietici così come la pluralità dei Polacchi, Cecoslovacchi, repubblicani Spagnoli, Jugoslavi, Belgi, Francesi, Austriaci, Tedeschi comunisti, Zingari e Tirolesi solo se in presenza di una sentenza di morte" Sono da sterminare attraverso il lavoro forzato nelle cave di pietra e presso i campi di concentramento in costruzione (29) Tantissimi deportati vengono inviati verso Gusen e il livello di mortalità è molto elevato, si calcola che i morti siano circa 6.500 (30).

Già prima dell’anno 1941 gli occhi degli abitanti dei dintorni cadono sopra molti "Carri funebri" i quali trasportano deportati per essere assassinati a Steyr o a Linz. Attorno alla moltitudine di deportati da annientare le SS il 29 gennaio 1941 pongono in funzione un singolo forno crematorio. Nello stesso tempo viene istituito in Gusen un "Singolare" Ufficio di Stato Civile sotto la denominazione "Direzione dei decessi". In seguito questo singolare "Stato civile" è a disposizione anche per tutti i parenti delle SS. Però è sempre l’Ufficio di stato civile di St. Georgen competente per la zona di Gusen (31).

Attraverso l’impiego di migliaia di deportati, in una delle maggiori cave di pietra in Europa, sale enormemente la produzione della DEST. La soluzione ai problemi del trasporto viene risolto con la costruzione, il 10.03.1941, di una linea ferroviaria di raccordo tra le cave e Gusen I. Per le SS va tutto a gonfie vele anche perchè non devono rendere conto a nessuno sul fatto che si insediano sulle loro terre portando via, tra l’altro, le parti migliori.

Con l’inizio della costruzione del raccordo ferroviario le SS iniziarono anche la regolazione del fiume Gusen lavorando a valle del ponte ferroviario presso la GRIESAECKER. A poche centinaia di metri di distanza si predispone la costruzione di un ponte dove più tardi passerà la via di collegamento al lager di Gusen I. Questo ponte viene costruito dal 15.09 al 16.09.1941 dai deportati sotto i colpi, le grida, l’abbaiare dei cani ed a ogni pezzo di cemento posato sono pestati. Alla notte il lavoro non viene interrotto e continuato, alle stesse condizioni, sotto i riflettori. tanto che la popolazione si sente in ansia ed insicura (32).

Tracciamento della strada veloce per trasporti Verso la fine dell’anno 1941 viene iniziata la via di collegamento, oggi strada federale n° 3, dove, quando è finita risparmierà il sottopassaggio ai deportati. Quando nella primavera dell’anno 1942 i lavori sul tracciato della via di collegamento proseguono si incappa in un importante sito archeologico nell’abitato del KOGLBERG. I più alti comandi in Berlino vogliono che i lavori di costruzione siano interrotti per settimane costituendo rapidamente un gruppo di scavo per portare alla luce gli oggetti da inviare a Berlino (33).

Dopo la conclusione dei lavori di sterramento la via di collegamento viene dotata delle relative strutture così che al 23.03.1943 il primo autotreno può andare al Lager Gusen I. A mezza via tra la stazione ferroviaria di St. Georgen ed il Lager di Gusen I viene costruita una "Stazione di consegna" con scambio di binari, fino alla ferrovia principale del Reich sulla quale determinati convogli transitani destinati a Gusen. Alla "Stazione di consegna" i convogli vengono presi in consegna dalle SS e con una locomotiva vengono condotti nel Lager (35).

Quando nell’autunno del 1941 il numero dei deportati, con l’arrivo dei prigionieri di guerra sovietici, aumenta notevolmente, la situazione igienica di Gusen giunge ad un punto catastrofico facendo si che molti parenti delle SS si devono acquartierare presso i contadini. L’epidemia esce dal campo di concentramento attaccando anche la popolazione, cosicchè le località di Langenstein, Gusen e Frankenberg devono essere isolate. Nella popolazione si contano 32 casi di malattia di cui 7 mortali. Tra le SS sono registrati casi di malattia e 25 parenti delle SS perdono la vita.

Solo da questi dati si denota quale livello igienico regnava a quel tempo nel Lager di Gusen. Per questo grave problema, su tutto il territorio le SS prendono dei provvedimenti e nell’aprile 1941 si vanno a trovare nuove sorgenti e si rinforza, con la costruzione di una rete di distribuzione dell’acqua, l’approvvigionamento per St. Georgen. Le SS ordinano la disinfestazione e la vaccinazione della popolazione. Dopo la ricerca delle sorgenti, nei dintorni vengono chiusi i pozzi dell’asilo (36) Con la costruzione delle abitazioni le SS hanno costruito in St. Georgen un piccolo impianto di depurazione. Nel Lager di Gusen I viene più tardi costruito un sistema di canali collegato con l’impianto di depurazione. I deportati ebrei, i quali avevano un’aspettativa breve di vita, secondo il capriccio delle SS, erano addetti alla pulizia delle sostanze fecali e del trasporto dello sterco in grandi serbatoi (37).


LA GUERRA COSTRINGE LA D.E.S.T.
AL CAMBIAMENTO DELLA PRODUZIONE


La pesante sconfitta che subiscono i tedeschi sul fronte russo e l’entrata in guerra dell’America costringe le SS, nella primavera del 1942, a preparare le ventilate progettazioni per ulteriori costruzioni in St. Georgen. La Wehrmacht richiama un forte numero di uomini della popolazione civili, costringe il Comando supremo a richiamare rinforzi con deportati da altri campi di concentramento, per inserirli nelle produzioni. Nel marzo 1942, in Berlino, si occupano delle ristrutturazioni degli uffici amministrativi delle SS e l’ufficio economico e amministrativo SS (WVHA) e il suo capo, OSWALD POHL, a questo scopo assume tutte le competenze (38).

Con alcune eccezioni la ristrutturazione di Gusen I avviene a metà del 1943. Nel 1942, nella stessa St. Georgen, i cittadini vivono porta a porta, con i nuovi signori, i quali durante il servizio decidono arbitrariamente della vita e della morte di migliaia e migliaia di uomini. In privato sono spesso dei piacevoli individui e così alcuni abitanti di St. Georgen godono di privilegi. Alcuni nelle "Serate di festa ed amicizia" organizzate dalle SS, utilizzano la palestra come teatro o cinema.

27.1.1941 Il maresciallo SS del Reich HIMMLER nel KZ di GUSEN Questo "idillio" viene nell’estate 1942 interrotto, poichè si vuole costruire alla foce del Gusen un grosso porto sul Danubio. A questo scopo la ditta STOEHR di Amburgo erige molte baracche per organizzare il disboscamento della riva del Danubio. Ancora nel marzo 1943 viene progettata una linea ferroviaria che attraversando Gusen congiunga il bacino portuale, si definiscono le misure, poi il progetto viene però interrotto (39).

Nell’Aprile del 1943, il ministro del Reich per gli arruolamenti SPEER dopo la visita a Gusen del 29.03.1943, pretende di incorporare tutti i deportati nella guerra economica attraverso una nuova pianificazione "secondo il concetto del più alto grado di rendimento a mezzo di minimi impieghi" per avere un immediato successo. Per la DEST questo nuovo sviluppo sarebbe significativo, poichè è in lenta diminuzione la produzione di granito nelle cave di pietra del complesso WIENERGRABEN e a Gusen. Da questo momento vengono chiesti sempre più deportati da porre a servizio della preparazione della produzione per gli armamenti che coinvolge le cave di pietra nella WIENERGRABEN e prima di tutto in Gusen. In questo periodo a Gusen esiste già "Un’industria interna" con le necessarie officine per il funzionamento del Lager. Cessando l’attività degli scalpellini le sale da loro costruite possono servire per far funzionare un centro di produzione della STEYR-WERKE (40).

La DEST inizia nel 1943 l’assistenza per il montaggio degli avantreni, i quali sono richiesti a centinaia da tutto il Terzo Reich, e finiti vengono portati alla stazione di St. Georgen. E’ questo, per ora, l’inizio della produzione di armamenti della DEST: le macchine necessarie vengono consegnate ed installate nel marzo 1943. La STEYR-WERKE, nel maggio 1943, rinforza le direttive della DEST per usare i deportati di Gusen (41). Durante lo scorrere della guerra la STEYR-WERKE dispone di 4 sale di produzione, prese in affitto dalla DEST sotto il falso nome di "GEORGENMUEHLE (Mulino) I-II-III e IV", per la produzione di innumerevoli fucili, parti di pistola mitragliatrice, fucili d’assalto e carabine; mentre su licenza della DAIMLER-BENZ vengono costruiti motori per aerei (42). Per la produzione di importanza militare la richiesta aumenta, perciò questa zona diventa altamente qualificata e viene richiesto personale civile altamente specializzato, ma questa richiesta deve essere provvisoriamente interrotta in quanto la maggior parte alloggia in baracche e in alloggi di ripiego. Nell’aprile del 1943 viene costruita, per il forte aumento dei lavoratori civili, non lontano dalla costruzione dell’amministrazione una baracca come locale mensa della fabbrica DEST dove possono avere da mangiare circa 600 tra lavoratori ed impiegati della DEST (43).


LA PERDUTA SOVRANITÀ’ AEREA DOVUTA AL SUCCESSO DEGLI ALLEATI


Già all’inizio del 1942 il Reich tedesco è obbligato a una forzata preparazione di materiale bellico. Questa necessità si evidenzia maggiormente dopo l’introduzione del "bombardamento strategico "come strategia dell’offensiva americana con l’impiego dei più moderni "bombardieri a lungo raggio", con base in Tunisia, per bombardare i più importanti centri produttivi del Reich (44). Nell’anno 1943 è tecnicamente possibile con bombardieri a lungo raggio poter colpire dall’aria: così inizia il primo bombardamento dei centri di produzione aerea al di fuori della Germania. Per far si che questo diventi un importante traguardo si intensifica, già il 17 agosto 1943, il bombardamento sui luoghi di produzione di aerei da caccia della MESSERSCHMITT GmbH in Regensburg (Ratisbona). Con ulteriori offensive in questo periodo, tutti i luoghi di produzione di aerei da caccia devono subire gravosi bombardamenti. Un bombardamento a sorpresa alla MESSERSCHMITT WERKE di Regensburg e Obertraubling ha causato la morte di 600/900 persone e il danneggiamento del 90% degli impianti di produzione. Come reazione a questa sorpresa, la MESSERSCHMITT GmbH rinforza la sua produzione in aziende ben mascherate nei boschi bavaresi (45).

Decisione sul funzionamento della fabbriche sottoterane per la produzione del Me-262 Il 27.06.1943 HITLER in una discussione tenutasi all’Obersalzberg ha preteso la produzione in serie di nuovi tipi di aereo in modo rapido. La forza lavoro e la carenza di pezzi costringe la DEST ha cambiare la produzione in favore della MESSERSCHMITT, partner più importante. La DEST cessa la produzione estrattiva del granito dalle sue cave di pietra di Flossenburg, Mauthausen e Gusen. In Gusen inizia la costruzione di fusoliere per aerei da caccia (parti e/o complete) "ME 109" (46).

Nell’estate del 1943 la DEST predispone 4 grandi sale di produzione di cui 2 presso "La cava della pietra" e le altre ambedue parallele alla rimorchiabile sulle alture della "MEIERHOF" a Gusen (47).

Il comando supremo del REICH prendendo molto sul serio la supremazia aerea degli alleati sopra il territorio del REICH introduce lo sgombero totale di tutte le più importanti industrie di guerra dai luoghi di produzione. Data l’enorme richiesta di produzione di materiale bellico anche le piccole industrie civili trasformano la loro produzione in armamenti. Per la costruzione di ogni pezzo e lavori di montaggio occorre personale specializzato e macchine speciali per operare in centri di montaggio sotterranei quale diretta risposta da parte del comando supremo del REICH. Si dà inizio alla costruzione dei missili a media gittata con i quali si dovrà terrorizzare la popolazione inglese. Queste armi "Miracolose" di guerra sono contrassegnateb con la sigla "A4-MISSILI"; questo progetto cambia alcune strategie economiche delle SS ed essendo di primaria importanza nell’economia di guerra del REICH, la direzione di questo progetto viene assunta da HIMMLER personalmente.

Il 22.08.1943 viene incaricato quale capo dell’Ufficio "Gruppo C" nella WVHA-SS, il generale d’armata della WAFFEN-SS dott. Ing: HANS KAMMLER. Più tardi,con la direzione di St. Georgen, da vita al "Gruppo speciale KAMMLER" il quale deve seguire la produzione della cosìddetta "Arma prodigio" fino al maggio del 1945. Al vertice di questo stato maggiore vi è l’ufficio delle costruzioni nella persona del Dott. KAMMLER con sede in Berlino e più tardi è costituita anche una filiale a St. Georgen. Questa filiale è subordinata al territorio del REICH quindi lo "Stato maggiore delle SS" e il più territoriale "Ispettorato speciale" Vengono unite (48).

Il "Gruppo speciale KAMMLER"inizia nell’autunno del 1943 usando i deportati dei lager di Mauthausen e Gusen ad eseguire il progetto della costruzione dei "B9" sotto la direzione dell’Ing. Dipl. KARL FIEBINGER in Ebensee e Redl-Zipf (49).

Nell’autunno del 1943 per i molti impianti di armamenti richiesti vengono costruiti numerosi lager succursali dei campi di concentramento di Mauthausen e Gusen dove vengono inviati i deportati che Gusen non può contenere (50)


SOTTOCAMPO ST. GEORGEN SUL GUSEN


Contemporaneamente, l’Ing. FIEBINGER, accompagnando la realizzazione del "Progetto costruttivo B9" a EBENSEE e REDL-ZIPF inizia la costruzione del sottocampo "SCHLIER" a REDL-ZIPF entrato in funzione l’11.10.1943. Più tardi, anche in St. Georgen, nelle cantine della restaurata birreria iniziano i lavori delle gallerie, presumibilmente c’è discordanza tra lo stato maggiore SS del Lager di Gusen I e l’Ing. FIEBINGER per la costruzione di una galleria - prima in Austria di questo genere - direttamente vicino al Lager di Gusen I (51). Questa galleria, in principio, risulta essere una modesta costruzione di circa 5 metri per 8 di larghezza ed era a lato delle fattorie in Gusen e lo scavo arriva fino a 250 metri nella montagna. L’esecuzione della muratura è di tipo chiuso in quanto per questo tipo di gallerie, scavate nella sabbia, non vi era ancora una buona esperienza.

Le due gallerie ad est presentano progressi costruttivi. Date le difficoltà nella galleria n° 5 si deve fermare provvisoriamente il completamento. Il progetto pilota è consegnato e servirà per le future esperienze. Presumibilmente il "Gruppo scavi" nell’inverno 1943/44 si spinge verso le sorgenti; ancor oggi esiste la maggior parte di queste gallerie (le rovine sono inondate), ma all’epoca - nella primavera del 1944 - le SS devono eseguire opere di pompaggio (52)

La zona di St. Georgen dal 2.1.1944 è totalmente cambiata e per la prima volta "Ufficialmente" 272 deportati del Lager principale di MAUTHAUSEN vengono trasferiti nei Lager circostanti per la costruzione del progetto "BERGKRISTALL" (53)

Inizia presumibilmente, da questo momento, sotto la direzione dei lavori edili dell’ing. FIEBINGER e sotto il comando dello "Stato maggiore SS" di Gusen, il progetto e la preparazione della più grande galleria sotterranea, partendo dalla piccola cantina deposito della birreria di St. Georgen, sede di una fra le più grandi officine sotterranee di montaggio e produzione di aerei del REICH tedesco (54).

Nel gennaio 1944 con l’offensiva americana e il bombardamento strategico vengono distrutte le officine di costruzione dei caccia. Il comando supremo SS impone allora a tutti i comandi inglobati di spingere al massimo la produzione nei centri di montaggio sotterranei. Lo stato maggiore SS di Gusen inizia, presumibilmente all’inizio dell’anno 1944, di propria iniziativa (ancora quando i lavori per la "BERGKRISTALL" erano modesti) e in stretto accordo con i dirigenti SS allocati in Berlino, a portare a Gusen nelle gallerie progettate per la sicurezza contro i bombardamenti aerei alleati, per avere la possibilità di collocare dei gruppi di lavoro "GEORGENMUEHLE" e fabbricare parti di armamenti per la STEYR-WERKE (55)

Dall’inizio è la DEST "Quale imprenditore" diretta dalle SS a partecipare alla costruzione della "BERGKRISTALL". Già da tempo sono domiciliati in St. Georgen il direttore della Dest e parenti del personale del Comando di Stato Maggiore dei Lager di Mauthausen e Gusen. Questo gruppo di persone in St. Georgen sul Gusen, dirigono e gestiscono grandi interessi nei progetti di costruzione proposti e con l’impiego delle SS si ha la possibilità di dirigere questi progetti da Berlino stessa.

Gruppi principali costruiti: fusoliere e particolari vengono da St. Georgen sul Gusen All’epoca la DEST fabbricava mensilmente in Gusen, per incarico delle MESSERSCHMITT GmbH circa 20 fusoliere del modello standard del caccia ME109; non c’è da meravigliarsi se già in una presentazione (21.02.1944) il capo del WVHA delle SS in Berlino chiede l’impiego di 10.000 deportati per le officine di montaggio "FRASSINO II" e come più tardi vengono assegnati agli impianti a St. Georgen.

Da questo momento è già un punto fondamentale la realizzazione delle prime turbine utilizzabili dagli aerei da caccia Me 262 previste in St.Georgen sul Gusen (56). Questo, però, è un genere di produzione che il ministero del REICH (RLM) non ha ancora deciso in via definitiva perchè esisteva, specialmente nella prima metà dell’anno 1944 sul piano politico, una forte discordia non superata, per l’impiego dei più moderni aerei (57)

L’1.4.1944 il generale d’armata SS e generale WAFFEN SS Dott. Ing. KAMMLER con la direzione del nuovo formato "Stato maggiore caccia" (58) vengono incaricati di dare inizio nel piccolo paese di St. Georgen, in quell’orribile lager - secondario del lager di Mauthausen/Gusen - la trasformazione delle macchine, dove la vita umana non ha nessuna importanza.

COSTRUZIONE DEL PROGETTO
B8 - "BERGKRISTALL"


Per questo progetto è di somma importanza la sicurezza della sovranità aerea quindi, i deportati dei Lager Gusen I all’inizio dell’anno 1944 in Gusen sulla strada occidentale del Meierhof, devono erigere provvisoriamente delle baracche nelle quali far confluire i deportati "Mandati" in St. Georgen. Questo lager secondario, denominato Gusen II, era un complesso del terrore per migliaia di deportati improntato sulla sicura "Morte attraverso il lavoro". Esso, viene dalle SS e dalla aviazione "Reso in funzione" al 9.3.1944 con i primi deportati.

Già alla fine dell’anno 1943 un accordo segreto tra GOERING e HIMMLER predispone la preparazione premeditata della deportazione di innocenti, da tutti i territori ancora occupati. Per loro "Con semplice procedura" messi nei Lager per l’armamento aereo tedesco come "Buon bottino di umanità" da sterminare attraverso il lavoro (59)

L’8.3.1944 alle ore 11 di sera l’ultimo convoglio della ditta MOEGLE è abbandonato alla stazione di St. Georgen, in direzione Summerau, con della sabbia. Chiunque non doveva porre domande essendo questo matriale classificato come oggetto del comando "Segreto 2" e necessario al progetto di costruzione che non si deve sapere tra la popolazione. Imperversa il terrore quindi tutto deve avvenire nel segreto più assoluto. Da tempo, per la costruzione del lager di Mauthausen, le SS fanno venire la sabbia necessaria da St. Georgen sul Gusen.

Fin dal 4 agosto 1939 le SS si assicurano gli assoluti diritti di estrazione della sabbia per la costruzione nell’odierna zona di "Pozzi protetti"; zona nota come ex cava di sabbia (60).

Nel marzo del 1944 le cave di "MARIENGRUBE" e delle "Cantine della birreria", dove da circa 30 anni si scavava sabbia, vengono prese dalle SS senza chiedere la dichiarazione di proprietà. Prendono possesso, durante la notte, del territorio all’altezza della casa PFANZAGL (sotto l’odierna posta) fino all’altezza della casa KARLINGER (via delle fontane) e fino alla "Zona proibita". Il territorio preso viene successivamente esteso anche sulla via per la stazione.

Da questo momento per ogni persona tutto il territorio è interdetto e, senza permesso della DEST non è possibile alcun ingresso, anche per i lavoratori. Velocemente questo territorio è completamente perimetrato da filo spinato e all’interno vengono immessi una grande quantità di deportati che, secondo le testimonianze della popolazione, avevano incominciato i lavori di scavo (61). Tra i tre punti di scavo avvenuti si può vedere la struttura dell’estesa galleria della "MARIENGRUBE". Questo fa pensare che sulla base delle considerazioni appena espresse si presume che siano stati aggiunti altri deportati.

Da questa cava di sabbia, nell’estate 1944, sono state terminate 5 gallerie e si pensa già ultimate nelle parti da costruire e pronte ad accogliere le macchine (62). Le vere gallerie, presumibilmente, non hanno la loro piena sezione trasversale, ma hanno una mimetizzazione aerea fino alla cava di sabbia e vicino a questa, ma sopra, ve ne è una piccola di soli 2 metri circa di larghezza ad esse collegata e denominata "Galleria umana". Nello stesso tempo della costruzione di queste prime 5 gallerie, viene iniziata la costruzione di un’altra galleria (presso l’odierna sorgente protetta), che serviva anche alla popolazione civile quale rifugio ed era collegata con le officine nelle gallerie. L’ingresso principale e il centro amministrativo formano il resto del complesso. I tre ingressi interessati alle gallerie venivano nello stesso tempo protette con armature in ferro e cemento. L’appariscente armatura in ferro e cemento della "BERGKRISTALL" viene collegata con binari63 ad un primo sotterraneo (cantina della vecchia birreria) e con questo si estendono le costruzioni. La stessa armatura di ferro e cemento protegge anche due binari di carico interrati, i quali verranno usati tardivamente, poichè con l’aiuto di un mezzo trasportatore porta la sabbia estratta dall’interno della montagna alla luce del giorno agevolando il trasporto (64). Queste armature in ferro e cemento vengono ultimate alla fine del luglio 1944 e vengono, con alcuni apporti mimetici, sottratte alla vista della ricognizione aerea alleata (65).

Nel maggio 1944 riprendono in pieno i lavori di costruzione lasciati nell’estate 1943 in tre differenti luoghi e inizia la costruzione delle gallerie e di una già ben diramata rete sotterranea di produzione. Nella metà di luglio giunge il primo locomotore da miniera e in seguito anche una grossa locomotiva che traina i carri ferroviari caricati con materiale d’armamento fuori dalle gallerie. Per questo si deve collegare negli ultimi giorni di maggio 1944 dalla stazione SS, esistente dal 1943, fino al sottopassaggio, (ponte di regolazione sul Gusen) un binario di raccordo alla linea ferroviaria LINZ-BUDWEIS, attraverso il quale in un primo tempo scorre il MUEHLBACH della WINNINGER-MUEHLE. Per sopperire ad una difficoltà di collegamento tra le due linee ferroviarie, dovuta ad un loro dislivello, si è dovuto sterrare una parte del sottopassaggio ed inserire di traverso la linea ferroviaria di Gusen per permettere ad una grossa locomotiva della serie 52 il passaggio fino alle gallerie (66)

Costruzione "BERGKRISTALL": Gruppi di deportati raddoppiano velocemente l´area di produzione Dei 100.000 mc di sabbia estratta dagli scavi delle gallerie e parte delle dorsali viene presa e trasportata per essere depositata all "GRIESAECKER". Per nascondere il vero scopo di tutti quei cumuli di sabbia ai forestieri che transitano in treno, si inalberano cartelli che lasciano vedere che in "BERGKRISTALL" si scavava semplicemente sabbia. Quando questo luogo diventa troppo piccolo, nel maggio 1944 si inizia a trasportare la sabbia estratta dalle gallerie, con l’aiuto di una linea ferroviaria secondaria ad una altitudine di 100 metri fino alla campagna, a breve distanza dall’impianto di depurazione. I vagoni là vengono svuotati dai deportati utilizzando carrelli ribaltabili fino al nastro trasportatore e poi svuotati, formando così nel tempo una grossa montagna di sabbia. Solo quando avviene il cambio giornaliero del turno, da un lato e dall’altro, si nota la rapida crescita della quantità di sabbia, non ancora trasportata e questo da l’idea appena alla popolazione di avere l’occasione di conoscere la portata di questo progetto costruttivo a cui è riservato un rigido segreto. Posti di guardia vengono messi per impedire ogni osservazione dall’esterno. Una conseguenza diretta a seguito delle esecuzione dei piani di guerra del REICH e degli importanti progetti di costruzione, è la creazione di molte più baracche per collocare i sempre più numerosi operai specializzati. Viene ampliata la mensa aziendale per i molti lavoratori civili, che sono obbligati ugualmente al lavoro coatto e alloggiati negli innumerevoli ricoveri d’emergenza. La più significativa delle baracche costruite è quella nella "WEINGRABEN", presso il centro amministartivo della DEST, al margine del territorio del paese e in "WINNING".

La produzione si sviluppa, con il passar del tempo, così velocemente che in St. Georgen, al posto dell’odierna scuola principale viene costruita una scuola per apprendisti. Vengono usati molte centinaia di operai specializzati i quali sono indispensabili per la costruzione e l’esercizio degli impianti necessari e tanti di loro vengono acquartierati presso privati, in St. Georgen. Nemmeno la casa parrochhiale viene esclusa da questi acquartieramenti, cedendo la Camera del Consiglio Canonico ai designati lavoratori degli armamenti (67).

All’inizio del giugno del 1944 gli scavi della "MARIENGRUBE" sono ultimati e la VII sala dell’officina STEYR di Gusen I, dove costruiscono gli otturatori per bossoli per le pistole mitragliatrici MP40, sotto il nome mascherato "GEORGENMUEHLE" a St. Georgen sul Gusen, viene trasferita (68, 69)

Quando nell’estate del 1944 l’officina principale della STEYR viene trasferita nel centro di vitale importanza della DEST di St. Georgen sul Gusen, a seguito di ciò vengono terminate le altre gallerie interessate alla produzione dei moderni fucili d’assalto MP44 (70).

In questo periodo viene iniziata, con tutta probabilità, anche l’installazione delle macchine con le quali vengono terminate le parti per la MESSERSCHMITT GmbH. Contemporaneamente continua in questo periodo la costruzione delle gallerie e al 30 novembre 1944 viene ultimata una superficie di circa 21.000 mq (71).

La quantità di cemento usata da giugno a luglio 1944 è raddoppiata, pi ha una piccola diminuzione, ma nell’ottobre 1944 sale radicalmente. L’aumento della "Produzione dei pezzi di ricambio" della DEST cresce con il crescere dell’aumentato consumo del cemento; da ciò si può trarre la conclusione che le gallerie ultimate sono subito dotate di macchinari, la cui produzione cresce con i continui progressi della delle corrispondenti costruzioni.

La prima fornitura - quella di prova nella "BERGKRISTALL" riguardante "Parti di ricambio" - viene registrata il 9.10.1944 (72). Quando, dopo il 21.10.1944 la ventilazione provvisoria costruita con ventilatori corredata da un pozzo di ventilazione per la zona carlinghe, viene sostituita dall’impianto di ventilazione definitivo, inizia la produzione dei pezzi di ricambio su vasta scala. Nel mese di dicembre del 1944 inizia un progetto, in forma minore rispetto all’opulento progetto eseguito, per la costruzione di grossi bunker per le parti dei caccia in St. Georgen e questo diventa la più grossa parte dei "Progetti di costruzione B8".

Già nel marzo del 1944 è evidente che lo stato maggiore del comando supremo, sotto il finto nome "FRASSINO II", decide che in St. Georgen una grossa parte di produzione in serie delle nuove turbine per aerei da caccia Me 262 deve essere prodotta.

Però HITLER personalmente non ne vuole sapere di questi aerei per la difesa del REICH dando preferenza agli inefficaci cannoncini antiaerei, ma poi egli acconsente, quasi dopo un anno di indugi, a favore della produzione di questo nuovo tipo di aereo. Quando i Russi iniziano a penetrare nella Prussia orientale, le poche unità di caccia a reazione risultano essere un’arma efficace contro le già numerose incursioni di unità di bombardieri sopra il territorio del REICH: HITLER allora autorizza il 20.9.1944 una grossa produzione di caccia a reazione Me 262 - quale ultima possibilità contro la minacciata rovina del REICH tedesco - dando il massimo peso alla difesa aerea (73)

Solo alla fine del settembre 1944, dopo quello che si è detto, si diede corso in St. Georgen di terminare il già iniziato progetto costruttivo della galleria sotterranea mimetizzata delle officine di montaggio degli aerei MESSERSCHMITT GmbH ed alla fabbricazione di un’arma meravigliosa così tanto propagandata: i caccia a reazione Me 262. Per le grandi quantità delle costruzioni originarie vi è sempre più bisogno di cemento che è da ordinare fuori dall’Austria Superiore e per St. Georgen, muta repentinamente la priorità della costruzione di gallerie, ai primi di ottobre del 1944. Da questo momento arrivano in St. Georgen i primi grandi convogli di cemento la cui lunghezza arriva anche fino a 55 vagoni. Il 9.11.1944 gli arrivi risultano aumentati. Già nel settembre sono saliti a 140 carri consegnati mentre nel novembre sono stati consegnati sino a 403 carri. Queste forniture vengono inviate per lo più dai dintorni di Praga: quindi è indicativa la priorità che il comando supremo attribuisce a St. Georgen sul Gusen per il proseguimento della costruzione di gallerie.

Tutto ciò coincide con inimmaginabili sacrifici ed inizia la più alta oppressione man mano che si deve costruire, ad occidente della cava MARIENGRUBE, un’officina di montaggio per aerei nella quale devono essere terminati mensilmente, nell’aprile 1945, 1250 turbine per aerei da caccia Me 262 (74). Anche nelle gallerie parzialmente terminate viene installato il macchinario con i deportati e già nel dicembre 1944 viene consegnata la prima fornitura di fusoliere d’aereo, rappresentata dalla parte centrale della "Ba3" BERGKRISTALL. Ora tutte le parti costruite devono essere stoccate e quindi su di una superficie di 6.000 mq., nella "BERGKRISTALL", si costruisce un vasto deposito per materiali con grandi scaffalature e da quel giorno migliaia di pezzi di ricambio e parti di costruzione vengono immagazzinati in un deposito, unico nel suo genere.

Nella maggior parte dei Lager, ad esempio nel Lager di Flossenburg, i pezzi costruiti non vengono stoccati perchè non vi è deposito alcuno.

Il 16.12.1944 anche in Lungitz (GUSEN III) - Lager secondario dei campi di concentramento di Mauthausen e Gusen - si predispone uno stoccaggio per pezzi di ricambio della MESSERSCHMITT GmbH, dove 300 deportati circa lo fanno funzionare. In questo deposito sono stoccate anche lamiere di alluminio che vengono fornite dalla DEST per essere piegate mentre i serbatoi sono lavorati altrove. La Messerschmitt, nel 1944, contesta che solo il 35% della totale fabbricazione di aerei richiesta sia stata prodotta e quindi, nel complesso BERGKRISTALL, vengano aumentate le installazioni di baracche. La sede amministrativa della DEST continua, senza soste, alla costruzione dei sotterranei per le officine della MESSERSCHMITT GmbH St. Georgen sul Gusen, fino alla fine della guerra aprile 1945, risulterà il più importante centro di armamento aereo nel sempre più piccolo REICH tedesco (75).


VIVERE E MORIRE
IN ST. GEORGEN E GUSEN 2


Non solo le condizioni geologiche ma anche la vicinanza del vecchio Lager di Gusen I sono le basi per la costruzione del probabile VIII Bunker che il "Gruppo speciale KAMMLER" in St. Georgen sul Gusen si apprestava a costruire. Non è solo il concentrato uso di moderne macchine impiegate sul territorio del REICH e la centrale elettrica di YBBS-PERSENBEUG, bensì è l’enorme impiego di migliaia di deportati dal campo di Gusen II, per il programma "BERGKRISTALL", che vengono poi, via via annientati, e far si che le gallerie di St. Georgen vengano costruite (76).

Diagramma sviluppo del campo di concentramento di Gusen II. Partenza del progetto di costruzione
B8 e fondazione del KZ Lager di Gusen II previsto fino alla fine dell´anno 1944 con un livello di
deportati massimo, a quella data, 12500 deportati e in seguito da aumentare ancora Con la fondazione del KZ Lager di Gusen II, (nota ANED - attiguo a Gusen I tantè che gli italiani arrivati nel marzo/aprile 1944 contribuiscono notevolmente alla sua costruzione) incomincia questa lunga fila di deportati che giornalmente per più chilometri, lungo i binari, in affollatte fila vanno verso St. Georgen. Il numero totale di deportati collocati in Gusen II era di circa 16.000, sono stati in circa 4 mesi più che raddoppiati. Questo grandissimo fabbisogno di deportati è esposto, dal generale d’armata SS e generale delle Waffen SS KAMMLER a HIMMLER. Questa "Richiesta", HIMMLER la trasmette all’organizzazione della "Polizia tedesca", e alle "SS" ordina che hanno la possibilità di inviare nuovi deportati utili per i campi di concentramento (altro materiale da immolare ).

Nel KZ Lager Gusen II, dall’inizio dei lavori di scavo nel maggio 1944, viene richiesta una maggior capacità lavorativa; questa viene soddisfatta con rastrellamenti in tutta Europa per inviare uomini nel Lager KZ di Gusen II. Questi uomini, quantunque non siano nè politici, nè criminali nè prigionieri di guerra sono invece ritenuti dei sotto-uomini (nota ANED - UNTERMENSCHEN -), tenuti in indegne condizioni e dopo giornaliere selezioni dei comandi di lavoro inviati in St.Georgen sul Gusen.

Dato che la vita umana non ha valore per i nazisti, quando il REICH tedesco deve ritirarsi sia dall’EST che dall’OVEST, trascina con sè tutti i civili che vengono arrestati e portati in questo Lager di Gusen II attraverso molteplici brutalità e crudeltà. Questa "Inflazione" della vita umana può essere sottolineata in modo particolare da quanto segue.

Quando verso la fine del 1944, un convoglio con nuovi deportati civili si ferma alla stazione della DEST, vengono fatti scendere, dopo settimane senza acqua e altro sostentamento e già carichi di morte (77).

Appena arrivano i trasporti a Mauthausen, i deportati sono posti in quarantena, per parecchi giorni o settimane; poi sono selezionati e la maggioranza dei deportati teme di essere consegnata nel campo KZ Lager di Gusen II. Questo Lager è il peggiore di tutti i sotto-campi (78) dove perdura il terrore dei Kapò, delle SS e della truppa dell’arma aeronautica e nel quale dominano le epidemie e dove si viene passati, senza via di scampo, alla macchina di guerra e per la costruzione di edifici e gallerie.

Le condizioni di vita nel KZ Lager Gusen II sono così difficili che un uomo forte destinato al lavoro nelle gallerie può avere, si calcola, una durata massima di 4 mesi di vita. Solo pochi deportati vivevano più di 6 mesi nell’inferno di Gusen II, eppure vi sono stati ugualmente dei sopravvissuti. Il programma segreto prevede che nessun deportato sia destinato alla sopravvivenza. Chi non ha fortuna viene comandato nel "Gruppo cemento" per lo scavo delle gallerie e dopo poche settimane è così sfinito e, come deportato inabile al lavoro portato, non al lazzaretto (Revier) ma direttamente al crematorio (79), mentre i più fortunati sono inseriti sulle macchine delle officine.

L’alta "Mortalità "di questi gruppi deriva da ciò e fuori dalle gallerie tra cumuli di sabbia, presso le strutture delle gallerie, vi sono sacrificati anche molti lavoratori civili, contribuendo così all’elevato numero di morti (80).

Machine di "BERGKRISTALL" dopo la liberazione I "Gruppi cemento" devono dare la loro prestazione sotto la più alta pressione, dapprima con attrezzi ad aria compressa e poi manualmente devono scavare le gallerie nella sabbia. Un secondo gruppo di deportati deve porre la sabbia così prodotta in vagoncini (Decauville) messi su piccoli binari in bilico, dove all’esterno delle gallerie un terzo gruppo di deportati li prendono in consegna.

Specialmente duri sono questi lavori forzati per gli Ebrei poichè già da prima venivano colpiti e mortificati e poi inviati ai lavori più duri. La massima prestazione viene ottenuta per il terrore praticato dalle SS e dai Kapò e dal sangue dei deportati portando dal novembre 1944, in poco più di 4 mesi, al raddoppio della superficie delle costruzioni (81).

La pressione sul rendimento al lavoro è tale che nel gruppo costruzioni gallerie molti deportati muoiono sfiniti nei posti di lavoro e anche nelle gallerie con qualunque altra brutale maniera (82). Non si perde tempo; i deportati che sono occupati sulle casseformi per le paratie in cemento, devono, prina della fine del riempimento delle casseformi, essere estratti velocemente per non essere ingoiati dal cemento stesso (83).

Questi gruppi da costruzione contano in media 6.000 deportati che in tre turni di 8 ore ciascuno, devono lavorare in queste condizioni. Queste condizioni di lavoro esistono dall’inizio della costruzione delle gallerie, tra il giugno 1944 e l’ottobre 1994, e causano in media, 4 deportati "Annientati" giornalmente; con l’inizio della costruzione delle officine per il montaggio degli aerei il numero sale alla cifra record di circa 40 deportati morti giornalmente tra la fine dell’anno 1944 e il 1945.

In realtà la conta giornaliera varia poichè il "Conto" dei deportati spesso dipende dai "Capricci "dei sorveglianti (84). Malgrado tutti questi inimmaginabili sacrifici di uomini, KAMMLER e FIEBINGER non riescono a finire, prima della fine della guerra, questa gigantesca costruzione in St. Georgen sul Gusen. Soltanto il compimento di poche centinaia di mq., nella parte nord-est dei reparti dividevano la parte di produzione al resto delle costruzioni progettate alla fine dell’anno 1943 (85).

All’inizio dell’anno 1945 la produzione delle fusoliere per l’aereo Me 262 gira a pieno ritmo, in parallelo al funzionamento della produzione e alla installazione di nuovi impianti industriali che nella primavera del 1945 vengono iniziati. Gli scavi per un progetto supplementare di produzione nell’area sud-ovest fanno sì che alla fine della guerra, nel 1945, la superficie della galleria risulta lievemente superiore ai 50.000 mq (86). La produzione, dapprima, viene portata avanti da migliaia di deportati poi, al compimento delle gallerie, il loro numero deve essere aumentato. I deportati sono disposti su linee di montaggio lunghe più chilometri, i quali devono disossidare lamiere, costruire parti di aereo come ali portanti e carlinghe per i caccia a reazione Me 262 e spedire in convogli quanto prodotto in St. Georgen verso i gruppi dell’aeronautica a cento chilometri, nascosti nei boschi. La maggior parte di questi gruppi fa capo ad un grosso aeroscalo dove tutte le parti dell’aereo vengono montate e collaudate, quindi pronte per entrare in volo.

Già sin dall’inizio l’inferno di St. Georgen/Gusen II è considerato come una temuta stazione di capolinea per ogni deportato dove, la sua vita per le SS, "Non vale una pallottola". I deportati sopravvissuti del "Peggior Lager di sterminio della grande Germania ", non possono dimenticare l’infernale macchina di morte nella "BERGKRISTALL" e possono dare oggi ancora testimonianza della perfezione raggiunta in St. Georgen e Gusen per lo sterminio di migliaia di incolpevoli uomini, attraverso il lavoro. In qualunque comando essi siano inseriti diventano "Votati alla morte", diventano tutti vittime della "Legge scritta in nessun codice" la quale dopo "Lunghi anni di esperienza con i deportati" ha dato la possibilità di avere un luogo, come St. Georgen/Gusen; posto ideale per la costruzione del "Gruppo speciale KAMMLER".

Il tran tran giornaliero di ognuno nelle gallerie di St. Georgen descrive uomini condannati alla morte, presto trasformato in una grande tragedia umana, che in questo periodo macchia la storia del territorio di St. Georgen sul Gusen. Un deportato sà che può essere svegliato con un bastone alle 4 di notte e deve saltare fuori dal letto per essere bastonato.

Nel castello dove ha dormito ha diviso il posto con 4 altri deportati e non sa se alla seguente notte sarà ancora vivo. Tutte le baracche esistenti sono contaminate da insetti e si può parlare di sonno normale solo in casi eccezionali. Parecchi deportati, quando sono ritenuti dalle SS,"Un buon gruppo" di lavoro, in St. Georgen, sono ospitati nelle baracche provvisorie al di fuori del Lager di Gusen II.

Deportati deceduti nel campo di GUSEN II dopo la liberazione. A St. Georgen si è fatto l´umanamente possibile Un deportato dopo la "Sveglia" circa alle 5 del mattino, con il passo di corsa si deve lavare e vestire e riceve un liquido colorato di nero chiamato, chissà come, "Caffè". Questo caffè è senza zucchero e senza pane ed è il solo "Pasto" caldo dato nel campo. Dopo questa "Colazione" segue l’appello e la prima conta dei deportati, si contano quelli che nella notte non sono morti e quanti sono "Abili al lavoro" poichè è su questa base che la DEST per la MESSERSCHMITT GmbH deve poter presentare la forza lavoro all’inizio della giornata (87).

Dopo l’appello, vengono spinti a lato dei binari ferroviari per essere caricati su vagoni aperti che in questo periodo sono sempre pronti e inviati a St. Georgen, distante 2 Km. Dopo un breve viaggio, fin dopo il ponte ferroviario della rimorchiabile presso la FARTHOFER, giacciono rampe di carico in legno dove vengono scaricati i deportati che arrivano con grande fretta sotto i colpi e l’abbaiare dei cani; sono poi raggruppati in un prato, con attorno un’alta cinta tra il terrapieno della ferrovia e la FARTHOFER, e lì si formano gruppi ben allineati di cinque deportati per fila per cento file totali.

Quando escono dalle singole gallerie i gruppi di lavoro delle turno precedente, i 500 deportati, sotto il comando del capo superiore vengono bastonati e spinti dai Kapò e dai soldati SS, a passo di corsa davanti alle case di FARTHOFER sulla strada della stazione. I cinque deportati che formano una fila, se occorre, quando qualcuno dei deportati non può più tenere il "Tempo dell’andatura", lo devono trascinare fino al posto di lavoro senza variare il "Tempo dell’andatura".

Già dal mattino presto le SS costringono al passo di corsa, che deve essere fatto senza perdere alcuna battuta, sospinti dai cani e sotto la minaccia del forno crematorio di Gusen I che può sempre essere raggiunto: posto già acquisito dalla selezione giornaliera a cui la "Forza deportati" deve sottostare.

Molti deportati vengono,durante la marcia di avvicinamento, aiutati da altri deportati, dando la speranza di poter vivere un giorno di più. Quei deportati che durante la "Marcia di avvicinamento" sono deboli e dato che la produzione non deve essere pregiudicata, vengono lasciati ugualmente sul posto di lavoro fino al loro sfinimento e "Lasciati cadere" senza alcun soccorso e cura, fino alla partenza della marcia per fine turno della sera. Vengono poi raccolti dai loro compagnie e buttati sulle "Carrette dei morti".

Ancor prima di arrivare, nelle gallerie, nelle vie per la stazione tra GRASSER e FARTHOFER i "500" vengono esaminati sull’integrità fisica e contati. Su questa strada rompono i ranghi e allora i "500" suddivisi nei gruppi di lavoro corrispondenti vengono diretti in una piccola galleria verso GRASSER nella "MARIENGRUBE" e attraverso le gallerie del deposito, presso la casa di POETSCH, vanno diretti ai loro posti di lavoro e là inizia per loro, la produzione "BERGKRISTALL": un turno che va dalle 6 del mattino, per 12 ore piene di lavoro, con termine alle 18.

Il turno viene solo interrotto per un quarto d’ora che serve ai deportati per mangiare. Per questa pausa i deportai ricevono una "Zuppa" chiara per lo più fredda e qualche scampolo di rapa o patata, ma non sempre. Alla sera i deportati del turno di giorno ricevono il cambio da altre migliaia di deportati per il turno notturno, spingendosi.

Nel luogo di lavoro i deportati sono insediati come le macchine essendo completamente ignorati dai capi operai, dai civili e dai custodi SS in quanto sanno che questi uomini non devono più esistere. Al di fuori di pochi lavoratori civili, Kapò e guardiani SS, è proibito, salvo pena, parlare con i deportati e quando qualcuno di questi lo deve fare si avvicina loro. E’ assolutamente proibito il colloquio tra i deportati stessi poichè "Neppure una parola" si deve dire. I deportati sono posizionati in vario modo fra le lunghe file dei vani di lavoro addossati alle pareti delle gallerie che persino il contatto a vista con qualunque altro deportato è interdetto.

Indebolimento e fame favoriscono, ancora dopo la liberazione centinaia di morti,
(loro ora sono consegnati al forno crematorio con dignità). Alle "Macchine viventi" viene prescritta la lingua tedesca che per la maggior parte dei deportati risulta incomprensibile, e ad ogni fase del processo lavorativo vengono comandati con la frusta. Il controllo sulla funzionalità del deportato, da parte del Kapò, è la "Frustata" data con fili elettrici isolati e tagliati in giusta lunghezza. Attraverso questo metodo, che una volta veniva usato in modo normale sugli animali, si sollecita la produzione di una così alta massa di forza lavoro che deve dare nonostante la maggior parte di loro siano già sfiniti. Il pur minimo errore che un deportato possa fare è un motivo sufficiente per una totale consegna del deportato alla volontà barbara del Kapò, il quale fa terminare la punizione con la morte del deportato, direttamente sul posto di lavoro. Chi, dopo un tale giorno di lavoro e sotto le bastonate, intraprende la marcia di ritorno al Lager in Gusen si ritiene fortunato e più tardi alla sera pensa alle "Singole calorie alimentari" dei giorni futuri.

I morti nelle baracche vengono portati presso la "Toilette" delle baracche stesse, dove i deportati hanno i rubinetti per lavarsi. L’acqua che scorre dai rubinetti di queste "Toilettes" è anche inquinata in modo che se qualche deportato la beve, data la sua indicibile sete, come conseguenza diretta può morire. Prima della definitiva distribuzione del "Pane" i deportati vengono ancora selezionati nelle loro baracche e se qualche deportato risulta troppo debole per la giornata di lavoro, senza esitare, con una delle numerose chiamate nelle baracche è proposto, al Revier per la iniezione al cuore. Per questo lavoro provvede il capoblocco. In questo modo si ha sempre il miglior "Materiale umano" nei posti di produzione della "BERGKRISTALL" e il risparmio del pane che questi deportati, forse per giorni o settimane, avrebbero avuto bisogno oltre che sul lavoro, anche nel Revier. Nelle fredde giornate invernali si sostituiscono le iniezioni con il lasciare all’aperto, i deportati già destinati al forno crematorio, presso il lavatoio "Bagno della morte" fino a che la bassa temperatura li fà morire.

Ogni notte, presso il lavatoio, un gruppo speciale prende le salme ammassate e le trasporta al forno crematorio del KZ di Gusen I, dove giornalmente si bruciano un alto numero di cadaveri presi dai cumuli giacenti dove vi possono essere anche corpi di deportati moribondi schiacciati dal peso degli altri cadaveri. I deportati "Moribondi o mezzi morti" vengono abbandonati completamente sotto la pila uccidendoli prima che vengano messi nel forno crematorio.

Nei pochi mesi dell’anno 1945 fino alla fine della guerra i deportati in Gusen morti comunicati ufficialmente sono circa 9.000 compresi quelli presunti bruciati nel crematorio (88). Appena terminata l’eliminazione, i deportati rimasti, hanno il controllo giornaliero dei pidocchi e chi ha la barba è soggetto alla "Costrizione della rasatura", poi viene distribuito il "Pane " ai rimanenti deportati.

Con un chilogrammo di pane si devono saziare, all’inizio 6 deportati, e più tardi 12 deportati. E’ immangiabile, ricoperto di muffa questa specie di pane nero, fatto con una miscela di segatura e una polvere di piante. Sebbene molti deportati mangiano questo pane con ribrezzo, è comunque il pasto del giorno. E’ insufficiente la quantità disponibile e deve servire per la loro esistenza (89).


LO SGOMENTO SOPPRAVVIVE
IN ST. GEORGEN SUL GUSEN


Questo perfetto sistema organizzativo della giornaliera eliminazione dei deportati fino alla loro fine, pesa sulla storia del nostro paese come un buio capitolo. Quando le continue incursioni aeree su ST. VALENTIN e LINZ stanno determinando la sconfitta militare del REICH tedesco, nelle nostre contrade si viene a sapere che l’alto comando supremo del REICH ha deciso l’uccisione in massa di tutti i deportati di Gusen.

Gli uomini del circondario devono estrarre dal terreno, con sgomento, quanto lasciato in eredita. Così vengono gasati con il gas ZYKLON B, il 22.4.1945, nel KZ Lager Gusen I circa 900 deportati ammalati e sfiniti. Nel KZ Lager Gusen II vengono uccisi circa 600 deportati con accetta e bastone. Come sembra l’ordine viene impartito dal capo del Lager; ZIEREIS disse sul letto di morte: "L’ordine del ministro del REICH HIMMLER era di ucciderli tutti", portandoli nelle gallerie, murare gli ingressi, poi con qualche materiale esplosivo fare saltare tutto (90).

Già alla fine di marzo una grande quantità di deportati sono costretti a lasciare i sotto campi alla volta di Gusen e Mauthausen con marce forzate a piedi dove per molti deportati sono state marce mortalì , per altri invece è stato un ritorno. Pochi giorni prima dell’imminente crollo della grande Germania e del REICH costruita sui morti; capi operai e lavoratori civili delle gallerie di produzione in St. Georgen fanno si che la produzione ai primi giorni del maggio 1945 vada a vuoto in attesa di passare dall’altra parte.

Il 3 maggio 1945 viene nella "BERGKRISTALL" attivata una fornace elettrica dove vengono bruciate le documentazioni. Nello stesso tempo le SS iniziano a sopprimere deportati con la ferocia della tirannia.

Il giorno prima il comandante del KZ di Mauthausen riceve per la prima volta il delegato della Croce Rossa Internazionale LOUIS HAEFLIGER, che è partito dalla Svizzera con un convoglio di vettovaglie, conformemente ad una trattativa con il comandante dei campi di concentramento, KALTENBRUNNER, per la liberazione dei deportati di Francesi , Olandesi ed Inglesi (91).

Un deportato conferisce, con il permesso del comandante del campo ZIEREIS acquartierato in una caserma delle SS adiacente alle mura della fortezza di Mauthausen, con altri ufficiali SS. Nel campo questo delegato conosce un deportato che riferisce che le SS preparano la distruzione del complesso dei Lager di Mauthausen e Gusen.

Un ordine da Berlino vuole l’uccisione di tutti i deportati dei KZ-Lager di Gusen I e II compresa la popolazione civile di St. Georgen sul Gusen per l’avvicinarsi del nemico.

Gli abitanti di St. Georgen ed i deportati dei KZ, secondo questo ordine, devono essere evacuati, sotto il miraggio di un allarme aereo, nelle officine di montaggio dei reattori dei caccia, assieme ai 10.000 deportati che devono morire, facendo saltare il complesso "BERGKRISTALL".

Il comandante della fabbrica di aerei di fronte all’ordine di assassinare una così grande massa di persone cerca un deportato che attraverso personali impegni faccia impedire l’imminente esplosione della "BERGKRISTALL".

Prima del 4 maggio 1945 il deportato riesce dopo un colloquio con il comandante ZIEREIS a procurarsi un’autovettura per andare incontro agli americani, già arrivati nella zona di LINZ, per avere una veloce liberazione dei Lager della regione.

Pausa lavoro dei soldati americani (con Louis HAEFLIGER) fuori dal tunnel ferroviario nella "BERGKRISTALL" Riuscito il contatto il 5 di maggio del 1945 nella parte nord del circondario comunale di St. Georgen un panzer americano si spinge sulla Lungitzer-Strasse e attraverso la piazza del mercato di St. Georgen arriva a liberare i KZ-Lager di Gusen I e II: subito dopo segue la liberazione della Fortezza di Mauthausen.

Le prime "Truppe americane "giungono il 7 maggio 1945 con l’11° panzer e la 26° divisione di fanteria del XII corpo della 3° armata americana sotto il comando del generale S. PATTON a St. Georgen dove, dopo aver requisito alcuni fabbricati insedia subito un locale governo militare con il 260° reggimento di fanteria.

Con la massima priorità, in una lunga settimana tra difficoltà varie, vengono trasportati tutti i moderni macchinari e parti di ricambio esistenti nelle gallerie per la fabbricazione dei reattori già assiepati. Questo materiale prende la via dell’ovest, prima che da est arrivino le truppe sovietiche (92)

Il 29 luglio arrivano i russi; la guerra fredda è già iniziata, lasciando nelle loro mani, piccole e grandi macchine che fino all’anno 1947 prendono la via dell’est. Il 15.11.1947 tutto ciò che in breve tempo con sacrificio di migliaia di deportati si è costruito, come le vaste gallerie vicino al nucleo di St.Georgen, deve essere fatto saltare dai genieri anche con una certa insufficienza dei mezzi a disposizione (93).

Gli americani attivano la "Distruzione delle officine MESSERSCHMITT tramite la popolazione che è comandata per la "Rimozione" dei spaventosi residui che nella fretta le SS non poterono far scomparire eliminandoli.

In Gusen rimangono ancora 7.000 deportati: ai più deboli è stata data assistenza alimentare e medica attraverso il 131° ospedale di evacuazione nel quale i deportati potevano riprendersi la buona salute e preparare il loro rilascio.

Il Lager KZ Gusen II il viene subito disinfettato e ridotto in cenere dagli americani Nonostante questi sforzi all’inizio del giugno 1945 non sono riusciti a salvare 2.000 deportati che morirono dopo la liberazione (94).

Il KZ Gusen II, quando è caduto nelle mani degli americani, è contaminato da insetti nocivi ed epidemie, perciò le costruzioni in pietra vengono subito disinfettate e le provvisorie baracche di legno di grosse superficie vengono bruciate.

Questo ex KZ Lager di Gusen I viene utilizzato nel primo anno di pace dalle truppe Sovietiche di occupazione, che lo usano come alloggiamento del grosso della truppa.

All’esterno la popolazione rurale è terrorizzata da deportati criminali.

Gli impianti ferroviari della DEST vengono usati un’ultima volta per la partenza dei russi come forza di occupazione della MUEHLVIERTEL nell’anno 1955. Essendo questa linea di servizio usata per il trasporto dei soldati, la popolazione del circondario della stazione della linea ferroviaria LINZ-SUMMERAU non viene molestata dai soldati stessi.

Anche le molte baracche erette in St. Georgen già da tempo sono state fatte saltare e i binari sono stati tolti con il nuovo raggiungimento della Sovranità Austriaca su questo territorio.

Oggi molti degli abitanti del Comune di St. Georgen sul Gusen stanno muti di fronte all’incomprensibile fabbricato in mattoni, ferro e cemento, dove la testimonianza collettiva, con le lacrime degli ex deportati che vengono a visitare questo monumento a St. Georgen, provoca dolore da decenni e dove la follia del regime di allora, ha costruito un centro industriale a St. Georgen, che deve essere condannato dall’uomo e dalla storia.


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