Così è vista oggi, l’idilliaca St.Georgen, da osservazioni fotografiche.
Così com’era vistoso l’antagonismo della popolazione nel tempo della crisi economica
e sociale.
St.Georgen diventa in questi anni, ricercata dai cittadini benestanti di Linz, per i suoi
stabilimenti balneari ma anche da molte persone che, come residenti, lavorano nelle vicine
cave di pietra di Mauthausen e Gusen (1).
Molti capifamiglia di St.Georgen camminavano giornalmente, con zoccoli di legno ai piedi,
nelle cave di pietra, per produrre pietra da costruzione per il fabbisogno della capitale
della repubblica: Vienna (2).
In altri tempi si lasciano scontrare volontariamente i compagni di scuola solo per
prendersi un tozzo di pane secco.
Questo metodo avvenne dopo la perdita della democrazia parlamentare dove viceversa fioriva
la vita sociale.
Per lo più, questa vita sociale, è vissuta nelle otto locande esistenti.
In St.Georgen, come nella maggior parte della Muehlviertels, si fabbrica birra e si aprono
spacci.
Per mantenere fresca la birra d’estate si costruiscono depositi e ghiacciaie.
Queste birrerie erano frequentate anche da montanari che si salutavano dopo ogni escursione.
Una di queste birrerie è gestita dal sig. Boublik fino al 1918, il quale diviene un
importante depositario della birra Poschachte per l’Austria Superiore.
Alla fine degli anni trenta la birreria diventa di proprietà della famiglia Poetsch,
la quale a tutt’oggi è ancora proprietaria (4).
Oggi sembra incredibile che una piccola cantina di birra scavata nella sabbia assieme ai
luoghi vicini, all’inizio della seconda guerra mondiale, diventa il campo di concentramento
di Gusen: Lager fondamentale per la costruzione dell’armamento aereo del Reich Tedesco.
E’ anche incredibilile che ciò sia avvenuto in questo luogo pressochè
sconosciuto.
Pochi giorni dopo il marzo 1938 avviene la violenta occupazione dell’Austria da parte delle
truppe Tedesche e delle SS, capitanate dal maresciallo SS HEINRICH HIMMLER (5) per il
più importante affare economico delle SS.
Le competenze ufficiali spettano al capo dell’economia e capo ufficio amministrativo delle
SS, generale d’armata SS OSWALD POHL (6) che deve esaminare la fondazione dei due campi di
concentramento di Mauthausen e Gusen attorno alle loro cave di pietra.
Un paio di settimane dopo l’ispezione, viene fondata il 29.4.1938, da alti funzionari delle
SS e della polizia una ditta denominata "Deutsche Erd und Steinwerke GmbH (DEST)" (impresa
per la produzione di materiali da costruzione), per la zona di St.Georgen e dei
suoi dintorni.
Ogni ditta costituita viene posta sotto la direzione determinante del tenente colonnello
SS KARL MUMMENTEY (7).
Queste ditte nascono nel contesto dei campi di concentramento posti sul territorio
del Reich dove in condizioni disumane trovano la morte più di 100.000 deportati.
I primi importanti progetti della DEST sono certamente quelli di costruire una grande
fabbrica di mattoni a Sachsenhausen ed a Buchenwald, così come l’acquisto e
la messa in esercizio delle cave di pietra a Flossenburg, Mauthausen e Gusen.
Appena tre settimane dopo la fondazione di queste ditte SS, si inizia a produrre
con 30 lavoratori civili del circondario delle cave di pietra di Mauthausen:
era il 16.5.1938.
Già un mese più tardi il direttore della DEST, POHL, discute con
gli esperti finanziari Tedeschi, del fronte del lavoro tedesco, il finanziamento
per la costruzione dei campi di concentramento nelle regioni orientali, dove i
deportati devono produrre materiali per la costruzione della capitale del
REICH: Berlino.
Le città di Norimberga, Monaco e Linz sono da considare centri di produzione.
Le ditte SS iniziano la corsa per la produzione.
Discutono, il 30.6.1938, con il ministro del REICH per gli armamenti e munizioni
ALBERT SPEER (8) il primo e importante ordinativo di materiale per le costruzioni.
I primi 300 deportati arrivano a Mauthausen il giorno 8.8.1938 insieme a circa
80 militari SS "Unità-teste di morto", sotto il comando del
maggiore SS Albert Sauer (9), e parecchi caporali maggiori, per predisporre e
costruire le baracche del Lager.
Dopo pochi mesi erano già pronte 14 baracche
nelle quali, in ottobre, vengono sistemati altri deportati.
All’inizio dell’anno 1939, comincia il lavoro nelle cave di pietra di Mauthausen.
In quel periodo il campo di Mauthausen conta circa 1.000 deportati che saliranno
a 2.666 a fine 1939 (10).
Il 9 marzo 1940 vengono sistemati nel Lager principale di Mauthausen, 480 deportati
Polacchi, i quali, assieme ai Tedeschi e Austriaci, agli inizi di aprile, costituiscono
il primo nucleo di deportati del campo di concentramento di Gusen I.
Nella primavera del 1940 viene eliminata l’intellighenzia Polacca ed iniziano i moti
di resistenza.
Molti gli arresti e quelli non fucilati vanno ad ingrossare il conto dei campi di
concentramento esistenti.
Queste azioni sui singoli accrescono i numeri anche a Gusen, tanto che all’inizio
del 1941 si contano circa 4.000 deportati.
Dal 27.5.1940 vengono inseriti, senza alcuna eccezione, tutti i Polacchi nei gruppi
di lavoro della cava di pietra di GUSEN e nella fabbrica di mattoni in LUNGITZ.
A seguito delle dure condizioni di lavoro, il cattivo nutrimento e atti di arbitrio
delle unità di custodia SS, in questo primo anno muoiono 1.522 deportati (12).
I deportati, inoltre vengono avvicendati lungo la ferrovia tra la stazione di
Mauthausen e St.Georgen.
L’ 1.6.1940 entra il primo trasporto di deportati in St.Georgen. Vengono spinti
fuori dai vagoni ferroviari come animali, sotto i colpi e l’abbaiare dei cani e
più tardi nella notte con molte urla, vengono spinti attraverso la zona di Gusen
(13).
Solo più tardi, rispetto ad allora, ai cittadini di St Georgen risulta
evidente l’effetto terribile della fondazione dei campi di concentramento di Gusen.
I deportati vengono alloggiati nelle prime baracche che erano circondate da una
tripla fila di filo spinato (14).
Il muro di pietre verrà ultimato dai deportati, prima della fine del 1942.
Sia il KL di Mauthausen che quello di Gusen diventano autonomi, con un proprio centro
di comando e amministrativo che si trovava nella "Wienergraben" (15)
Da allora, e precisamente il 17.2.1939, il comandante colonnello SS Franz Ziereis (16),
viene nominato capo dei Lager di Mauthausen e Gusen affiancato da capi SS, i quali
devono comandare i deportati, le unità di custodia e stabilire gli impieghi
di lavoro.
Il campo di Gusen è comandato, in questo periodo, dal capitano Carl Chmielewschi,
il quale arriva da Sachsenhausen, nel marzo 1940.
Rimarrà a Gusen fino al gennaio 1943.
All’inizio del 1940 la forza militare ed amministrativa, per i Lager di Mauthausen e
Gusen, è di circa 190 effettivi, tra ufficiali, sottufficiali e soldati semplici.
I gruppi di custodia contano 460 effettivi e quattro compagnie di custodia SS composte
da 150 effettivi ognuna (17).
Per l’alloggiamento di questo grande numero di unità di custodia, vengono costruite
baracche ai lati della strada.
Di conseguenza stazionano in Gusen,18 in media, dalle 11 alle 13 compagnie di custodia SS,
con circa 2.000 effettivi.
Alla fine del 1941, in Gusen, il numero dei deportati è superiore allo standard
previsto, con circa 1.000 deportati in più di Mauthausen.
Causa di questo alto numero sono le previsioni della DEST di aumento della produzione,
che porta a raggiungere gli 8.500 deportati per il campo di Gusen (19)
Verso la fine dell’anno 1941 viene iniziata la via di collegamento, oggi strada federale
n° 3, dove, quando è finita risparmierà il sottopassaggio ai deportati.
Quando nella primavera dell’anno 1942 i lavori sul tracciato della via di collegamento
proseguono si incappa in un importante sito archeologico nell’abitato del KOGLBERG.
I più alti comandi in Berlino vogliono che i lavori di costruzione siano
interrotti per settimane costituendo rapidamente un gruppo di scavo per portare alla
luce gli oggetti da inviare a Berlino (33).
Dopo la conclusione dei lavori di sterramento la via di collegamento viene dotata delle
relative strutture così che al 23.03.1943 il primo autotreno può andare
al Lager Gusen I.
A mezza via tra la stazione ferroviaria di St. Georgen ed il Lager di Gusen I viene
costruita una "Stazione di consegna" con scambio di binari, fino alla ferrovia
principale del Reich sulla quale determinati convogli transitani destinati a Gusen.
Alla "Stazione di consegna" i convogli vengono presi in consegna dalle SS e
con una locomotiva vengono condotti nel Lager (35).
Quando nell’autunno del 1941 il numero dei deportati, con l’arrivo dei prigionieri
di guerra sovietici, aumenta notevolmente, la situazione igienica di Gusen giunge
ad un punto catastrofico facendo si che molti parenti delle SS si devono acquartierare
presso i contadini.
L’epidemia esce dal campo di concentramento attaccando anche la popolazione,
cosicchè le località di Langenstein, Gusen e Frankenberg devono essere
isolate.
Nella popolazione si contano 32 casi di malattia di cui 7 mortali.
Tra le SS sono registrati casi di malattia e 25 parenti delle SS perdono la vita.
Solo da questi dati si denota quale livello igienico regnava a quel tempo nel Lager di Gusen.
Per questo grave problema, su tutto il territorio le SS prendono dei provvedimenti e
nell’aprile 1941 si vanno a trovare nuove sorgenti e si rinforza, con la costruzione di
una rete di distribuzione dell’acqua, l’approvvigionamento per St. Georgen.
Le SS ordinano la disinfestazione e la vaccinazione della popolazione.
Dopo la ricerca delle sorgenti, nei dintorni vengono chiusi i pozzi dell’asilo (36)
Con la costruzione delle abitazioni le SS hanno costruito in St. Georgen un piccolo
impianto di depurazione.
Nel Lager di Gusen I viene più tardi costruito un sistema di canali collegato
con l’impianto di depurazione.
I deportati ebrei, i quali avevano un’aspettativa breve di vita, secondo il capriccio
delle SS, erano addetti alla pulizia delle sostanze fecali e del trasporto dello sterco
in grandi serbatoi (37).
Questo "idillio" viene nell’estate 1942 interrotto, poichè si vuole
costruire alla foce del Gusen un grosso porto sul Danubio.
A questo scopo la ditta STOEHR di Amburgo erige molte baracche per organizzare il
disboscamento della riva del Danubio.
Ancora nel marzo 1943 viene progettata una linea ferroviaria che attraversando Gusen
congiunga il bacino portuale, si definiscono le misure, poi il progetto viene però
interrotto (39).
Nell’Aprile del 1943, il ministro del Reich per gli arruolamenti SPEER dopo la visita
a Gusen del 29.03.1943, pretende di incorporare tutti i deportati nella guerra economica
attraverso una nuova pianificazione "secondo il concetto del più alto grado
di rendimento a mezzo di minimi impieghi" per avere un immediato successo.
Per la DEST questo nuovo sviluppo sarebbe significativo, poichè è in lenta
diminuzione la produzione di granito nelle cave di pietra del complesso WIENERGRABEN e
a Gusen.
Da questo momento vengono chiesti sempre più deportati da porre a servizio della
preparazione della produzione per gli armamenti che coinvolge le cave di pietra nella
WIENERGRABEN e prima di tutto in Gusen.
In questo periodo a Gusen esiste già "Un’industria interna" con le
necessarie officine per il funzionamento del Lager.
Cessando l’attività degli scalpellini le sale da loro costruite possono servire per
far funzionare un centro di produzione della STEYR-WERKE (40).
La DEST inizia nel 1943 l’assistenza per il montaggio degli avantreni, i quali sono
richiesti a centinaia da tutto il Terzo Reich, e finiti vengono portati alla stazione
di St. Georgen.
E’ questo, per ora, l’inizio della produzione di armamenti della DEST: le macchine
necessarie vengono consegnate ed installate nel marzo 1943. La STEYR-WERKE, nel maggio 1943,
rinforza le direttive della DEST per usare i deportati di Gusen (41). Durante lo scorrere
della guerra la STEYR-WERKE dispone di 4 sale di produzione, prese in affitto dalla DEST
sotto il falso nome di "GEORGENMUEHLE (Mulino) I-II-III e IV", per la produzione
di innumerevoli fucili, parti di pistola mitragliatrice, fucili d’assalto e carabine;
mentre su licenza della DAIMLER-BENZ vengono costruiti motori per aerei (42).
Per la produzione di importanza militare la richiesta aumenta, perciò questa zona
diventa altamente qualificata e viene richiesto personale civile altamente specializzato,
ma questa richiesta deve essere provvisoriamente interrotta in quanto la maggior parte
alloggia in baracche e in alloggi di ripiego.
Nell’aprile del 1943 viene costruita, per il forte aumento dei lavoratori civili, non
lontano dalla costruzione dell’amministrazione una baracca come locale mensa della
fabbrica DEST dove possono avere da mangiare circa 600 tra lavoratori ed impiegati
della DEST (43).
Il 27.06.1943 HITLER in una discussione tenutasi all’Obersalzberg ha preteso la produzione
in serie di nuovi tipi di aereo in modo rapido. La forza lavoro e la carenza di pezzi
costringe la DEST ha cambiare la produzione in favore della MESSERSCHMITT, partner
più importante. La DEST cessa la produzione estrattiva del granito dalle sue cave
di pietra di Flossenburg, Mauthausen e Gusen. In Gusen inizia la costruzione di fusoliere
per aerei da caccia (parti e/o complete) "ME 109" (46).
Nell’estate del 1943 la DEST predispone 4 grandi sale di produzione di cui 2 presso
"La cava della pietra" e le altre ambedue parallele alla rimorchiabile sulle
alture della "MEIERHOF" a Gusen (47).
Il comando supremo del REICH prendendo
molto sul serio la supremazia aerea degli alleati sopra il territorio del REICH introduce
lo sgombero totale di tutte le più importanti industrie di guerra dai luoghi
di produzione. Data l’enorme richiesta di produzione di materiale bellico anche le
piccole industrie civili trasformano la loro produzione in armamenti. Per la costruzione
di ogni pezzo e lavori di montaggio occorre personale specializzato e macchine speciali
per operare in centri di montaggio sotterranei quale diretta risposta da parte del comando
supremo del REICH. Si dà inizio alla costruzione dei missili a media gittata con
i quali si dovrà terrorizzare la popolazione inglese. Queste armi
"Miracolose" di guerra sono contrassegnateb con la sigla
"A4-MISSILI"; questo progetto cambia alcune strategie economiche delle SS ed
essendo di primaria importanza nell’economia di guerra del REICH, la direzione di questo
progetto viene assunta da HIMMLER personalmente.
Il 22.08.1943 viene incaricato quale capo dell’Ufficio "Gruppo C" nella WVHA-SS,
il generale d’armata della WAFFEN-SS dott. Ing: HANS KAMMLER. Più tardi,con la
direzione di St. Georgen, da vita al "Gruppo speciale KAMMLER" il quale deve
seguire la produzione della cosìddetta "Arma prodigio" fino al maggio
del 1945. Al vertice di questo stato maggiore vi è l’ufficio delle costruzioni nella
persona del Dott. KAMMLER con sede in Berlino e più tardi è costituita anche
una filiale a St. Georgen. Questa filiale è subordinata al territorio del REICH
quindi lo "Stato maggiore delle SS" e il più territoriale "Ispettorato
speciale" Vengono unite (48).
Il "Gruppo speciale KAMMLER"inizia nell’autunno del 1943 usando i deportati dei
lager di Mauthausen e Gusen ad eseguire il progetto della costruzione dei
"B9" sotto la direzione dell’Ing. Dipl. KARL FIEBINGER in Ebensee e
Redl-Zipf (49).
Nell’autunno del 1943 per i molti impianti di armamenti richiesti vengono costruiti
numerosi lager succursali dei campi di concentramento di Mauthausen e Gusen dove vengono
inviati i deportati che Gusen non può contenere (50)
All’epoca la DEST fabbricava mensilmente in Gusen, per incarico delle MESSERSCHMITT GmbH
circa 20 fusoliere del modello standard del caccia ME109; non c’è da meravigliarsi
se già in una presentazione (21.02.1944) il capo del WVHA delle SS in Berlino chiede
l’impiego di 10.000 deportati per le officine di montaggio "FRASSINO II" e come
più tardi vengono assegnati agli impianti a St. Georgen.
Da questo momento è già un punto fondamentale la realizzazione delle prime
turbine utilizzabili dagli aerei da caccia Me 262 previste in St.Georgen sul Gusen (56).
Questo, però, è un genere di produzione che il ministero del REICH (RLM)
non ha ancora deciso in via definitiva perchè esisteva, specialmente nella prima
metà dell’anno 1944 sul piano politico, una forte discordia non superata,
per l’impiego dei più moderni aerei (57)
L’1.4.1944 il generale d’armata SS e generale WAFFEN SS Dott. Ing. KAMMLER con la direzione
del nuovo formato "Stato maggiore caccia" (58) vengono incaricati di dare inizio
nel piccolo paese di St. Georgen, in quell’orribile lager - secondario del lager di
Mauthausen/Gusen - la trasformazione delle macchine, dove la vita umana non ha nessuna
importanza.
Dei 100.000 mc di sabbia estratta dagli scavi delle gallerie e parte delle dorsali viene
presa e trasportata per essere depositata all "GRIESAECKER". Per nascondere il
vero scopo di tutti quei cumuli di sabbia ai forestieri che transitano in treno, si
inalberano cartelli che lasciano vedere che in "BERGKRISTALL" si scavava
semplicemente sabbia. Quando questo luogo diventa troppo piccolo, nel maggio 1944 si inizia
a trasportare la sabbia estratta dalle gallerie, con l’aiuto di una linea ferroviaria
secondaria ad una altitudine di 100 metri fino alla campagna, a breve distanza
dall’impianto di depurazione. I vagoni là vengono svuotati dai deportati utilizzando
carrelli ribaltabili fino al nastro trasportatore e poi svuotati, formando così nel
tempo una grossa montagna di sabbia. Solo quando avviene il cambio giornaliero del turno,
da un lato e dall’altro, si nota la rapida crescita della quantità di sabbia, non
ancora trasportata e questo da l’idea appena alla popolazione di avere l’occasione di
conoscere la portata di questo progetto costruttivo a cui è riservato un rigido
segreto. Posti di guardia vengono messi per impedire ogni osservazione dall’esterno. Una
conseguenza diretta a seguito delle esecuzione dei piani di guerra del REICH e degli
importanti progetti di costruzione, è la creazione di molte più baracche
per collocare i sempre più numerosi operai specializzati. Viene ampliata la mensa
aziendale per i molti lavoratori civili, che sono obbligati ugualmente al lavoro coatto
e alloggiati negli innumerevoli ricoveri d’emergenza.
La più significativa delle baracche costruite è quella nella "WEINGRABEN",
presso il centro amministartivo della DEST, al margine del territorio del paese e in
"WINNING".
La produzione si sviluppa, con il passar del tempo, così velocemente che in
St. Georgen, al posto dell’odierna scuola principale viene costruita una scuola per
apprendisti. Vengono usati molte centinaia di operai specializzati i quali sono
indispensabili per la costruzione e l’esercizio degli impianti necessari e tanti di loro
vengono acquartierati presso privati, in St. Georgen. Nemmeno la casa parrochhiale viene
esclusa da questi acquartieramenti, cedendo la Camera del Consiglio Canonico ai designati
lavoratori degli armamenti (67).
All’inizio del giugno del 1944 gli scavi della "MARIENGRUBE" sono ultimati e la
VII sala dell’officina STEYR di Gusen I, dove costruiscono gli otturatori per bossoli per
le pistole mitragliatrici MP40, sotto il nome mascherato "GEORGENMUEHLE" a
St. Georgen sul Gusen, viene trasferita (68, 69)
Quando nell’estate del 1944 l’officina principale della STEYR viene trasferita nel centro di
vitale importanza della DEST di St. Georgen sul Gusen, a seguito di ciò vengono
terminate le altre gallerie interessate alla produzione dei moderni fucili d’assalto MP44 (70).
In questo periodo viene iniziata, con tutta probabilità, anche l’installazione delle
macchine con le quali vengono terminate le parti per la MESSERSCHMITT GmbH. Contemporaneamente
continua in questo periodo la costruzione delle gallerie e al 30 novembre 1944 viene
ultimata una superficie di circa 21.000 mq (71).
La quantità di cemento usata da giugno a luglio 1944 è raddoppiata, pi ha
una piccola diminuzione, ma nell’ottobre 1944 sale radicalmente. L’aumento della
"Produzione dei pezzi di ricambio" della DEST cresce con il crescere
dell’aumentato consumo del cemento; da ciò si può trarre la conclusione
che le gallerie ultimate sono subito dotate di macchinari, la cui produzione cresce con
i continui progressi della delle corrispondenti costruzioni.
La prima fornitura - quella di prova nella "BERGKRISTALL" riguardante "Parti
di ricambio" - viene registrata il 9.10.1944 (72). Quando, dopo il 21.10.1944 la
ventilazione provvisoria costruita con ventilatori corredata da un pozzo di ventilazione
per la zona carlinghe, viene sostituita dall’impianto di ventilazione definitivo, inizia la
produzione dei pezzi di ricambio su vasta scala. Nel mese di dicembre del 1944 inizia un
progetto, in forma minore rispetto all’opulento progetto eseguito, per la costruzione di
grossi bunker per le parti dei caccia in St. Georgen e questo diventa la più grossa
parte dei "Progetti di costruzione B8".
Già nel marzo del 1944 è evidente che lo stato maggiore del comando supremo,
sotto il finto nome "FRASSINO II", decide che in St. Georgen una grossa parte di
produzione in serie delle nuove turbine per aerei da caccia Me 262 deve essere prodotta.
Però HITLER personalmente non ne vuole sapere di questi aerei per la difesa del REICH dando preferenza agli inefficaci cannoncini antiaerei, ma poi egli acconsente, quasi dopo un anno di indugi, a favore della produzione di questo nuovo tipo di aereo. Quando i Russi iniziano a penetrare nella Prussia orientale, le poche unità di caccia a reazione risultano essere un’arma efficace contro le già numerose incursioni di unità di bombardieri sopra il territorio del REICH: HITLER allora autorizza il 20.9.1944 una grossa produzione di caccia a reazione Me 262 - quale ultima possibilità contro la minacciata rovina del REICH tedesco - dando il massimo peso alla difesa aerea (73)
Solo alla fine del settembre 1944, dopo quello che si è detto, si diede corso in St. Georgen di terminare il già iniziato progetto costruttivo della galleria sotterranea mimetizzata delle officine di montaggio degli aerei MESSERSCHMITT GmbH ed alla fabbricazione di un’arma meravigliosa così tanto propagandata: i caccia a reazione Me 262. Per le grandi quantità delle costruzioni originarie vi è sempre più bisogno di cemento che è da ordinare fuori dall’Austria Superiore e per St. Georgen, muta repentinamente la priorità della costruzione di gallerie, ai primi di ottobre del 1944. Da questo momento arrivano in St. Georgen i primi grandi convogli di cemento la cui lunghezza arriva anche fino a 55 vagoni. Il 9.11.1944 gli arrivi risultano aumentati. Già nel settembre sono saliti a 140 carri consegnati mentre nel novembre sono stati consegnati sino a 403 carri. Queste forniture vengono inviate per lo più dai dintorni di Praga: quindi è indicativa la priorità che il comando supremo attribuisce a St. Georgen sul Gusen per il proseguimento della costruzione di gallerie. Tutto ciò coincide con inimmaginabili sacrifici ed inizia la più alta oppressione man mano che si deve costruire, ad occidente della cava MARIENGRUBE, un’officina di montaggio per aerei nella quale devono essere terminati mensilmente, nell’aprile 1945, 1250 turbine per aerei da caccia Me 262 (74). Anche nelle gallerie parzialmente terminate viene installato il macchinario con i deportati e già nel dicembre 1944 viene consegnata la prima fornitura di fusoliere d’aereo, rappresentata dalla parte centrale della "Ba3" BERGKRISTALL. Ora tutte le parti costruite devono essere stoccate e quindi su di una superficie di 6.000 mq., nella "BERGKRISTALL", si costruisce un vasto deposito per materiali con grandi scaffalature e da quel giorno migliaia di pezzi di ricambio e parti di costruzione vengono immagazzinati in un deposito, unico nel suo genere. Nella maggior parte dei Lager, ad esempio nel Lager di Flossenburg, i pezzi costruiti non vengono stoccati perchè non vi è deposito alcuno. Il 16.12.1944 anche in Lungitz (GUSEN III) - Lager secondario dei campi di concentramento di Mauthausen e Gusen - si predispone uno stoccaggio per pezzi di ricambio della MESSERSCHMITT GmbH, dove 300 deportati circa lo fanno funzionare. In questo deposito sono stoccate anche lamiere di alluminio che vengono fornite dalla DEST per essere piegate mentre i serbatoi sono lavorati altrove. La Messerschmitt, nel 1944, contesta che solo il 35% della totale fabbricazione di aerei richiesta sia stata prodotta e quindi, nel complesso BERGKRISTALL, vengano aumentate le installazioni di baracche. La sede amministrativa della DEST continua, senza soste, alla costruzione dei sotterranei per le officine della MESSERSCHMITT GmbH St. Georgen sul Gusen, fino alla fine della guerra aprile 1945, risulterà il più importante centro di armamento aereo nel sempre più piccolo REICH tedesco (75).
Con la fondazione del KZ Lager di Gusen II, (nota ANED - attiguo a Gusen I tantè che
gli italiani arrivati nel marzo/aprile 1944 contribuiscono notevolmente alla sua costruzione)
incomincia questa lunga fila di deportati che giornalmente per più chilometri, lungo
i binari, in affollatte fila vanno verso St. Georgen. Il numero totale di deportati
collocati in Gusen II era di circa 16.000, sono stati in circa 4 mesi più che
raddoppiati. Questo grandissimo fabbisogno di deportati è esposto, dal generale
d’armata SS e generale delle Waffen SS KAMMLER a HIMMLER. Questa "Richiesta", HIMMLER
la trasmette all’organizzazione della "Polizia tedesca", e alle "SS"
ordina che hanno la possibilità di inviare nuovi deportati utili per i campi di
concentramento (altro materiale da immolare ).
Nel KZ Lager Gusen II, dall’inizio dei lavori di scavo nel maggio 1944, viene richiesta
una maggior capacità lavorativa; questa viene soddisfatta con rastrellamenti in
tutta Europa per inviare uomini nel Lager KZ di Gusen II. Questi uomini, quantunque non
siano nè politici, nè criminali nè prigionieri di guerra sono invece
ritenuti dei sotto-uomini (nota ANED - UNTERMENSCHEN -), tenuti in indegne condizioni e
dopo giornaliere selezioni dei comandi di lavoro inviati in St.Georgen sul Gusen.
Dato che la vita umana non ha valore per i nazisti, quando il REICH tedesco deve ritirarsi
sia dall’EST che dall’OVEST, trascina con sè tutti i civili che vengono arrestati
e portati in questo Lager di Gusen II attraverso molteplici brutalità e
crudeltà. Questa "Inflazione" della vita umana può essere
sottolineata in modo particolare da quanto segue.
Quando verso la fine del 1944, un convoglio con nuovi deportati civili si ferma alla
stazione della DEST, vengono fatti scendere, dopo settimane senza acqua e altro
sostentamento e già carichi di morte (77).
Appena arrivano i trasporti a Mauthausen, i deportati sono posti in quarantena, per
parecchi giorni o settimane; poi sono selezionati e la maggioranza dei deportati teme di
essere consegnata nel campo KZ Lager di Gusen II. Questo Lager è il peggiore di
tutti i sotto-campi (78) dove perdura il terrore dei Kapò, delle SS e della truppa
dell’arma aeronautica e nel quale dominano le epidemie e dove si viene passati, senza via
di scampo, alla macchina di guerra e per la costruzione di edifici e gallerie.
Le condizioni di vita nel KZ Lager Gusen II sono così difficili che un uomo forte
destinato al lavoro nelle gallerie può avere, si calcola, una durata massima di
4 mesi di vita. Solo pochi deportati vivevano più di 6 mesi nell’inferno di Gusen II,
eppure vi sono stati ugualmente dei sopravvissuti. Il programma segreto prevede che nessun
deportato sia destinato alla sopravvivenza. Chi non ha fortuna viene comandato nel
"Gruppo cemento" per lo scavo delle gallerie e dopo poche settimane
è così sfinito e, come deportato inabile al lavoro portato, non al lazzaretto
(Revier) ma direttamente al crematorio (79), mentre i più fortunati sono inseriti
sulle macchine delle officine.
L’alta "Mortalità "di questi gruppi deriva da ciò e fuori dalle
gallerie tra cumuli di sabbia, presso le strutture delle gallerie, vi sono sacrificati
anche molti lavoratori civili, contribuendo così all’elevato numero di morti (80).
I "Gruppi cemento" devono dare la loro prestazione sotto la più alta
pressione, dapprima con attrezzi ad aria compressa e poi manualmente devono scavare le
gallerie nella sabbia. Un secondo gruppo di deportati deve porre la sabbia così
prodotta in vagoncini (Decauville) messi su piccoli binari in bilico, dove all’esterno
delle gallerie un terzo gruppo di deportati li prendono in consegna.
Specialmente duri sono questi lavori forzati per gli Ebrei poichè già da
prima venivano colpiti e mortificati e poi inviati ai lavori più duri. La massima
prestazione viene ottenuta per il terrore praticato dalle SS e dai Kapò e dal sangue
dei deportati portando dal novembre 1944, in poco più di 4 mesi, al raddoppio della
superficie delle costruzioni (81).
La pressione sul rendimento al lavoro è tale che nel gruppo costruzioni gallerie
molti deportati muoiono sfiniti nei posti di lavoro e anche nelle gallerie con qualunque
altra brutale maniera (82). Non si perde tempo; i deportati che sono occupati sulle
casseformi per le paratie in cemento, devono, prina della fine del riempimento delle
casseformi, essere estratti velocemente per non essere ingoiati dal cemento stesso (83).
Questi gruppi da costruzione contano in media 6.000 deportati che in tre turni di 8 ore
ciascuno, devono lavorare in queste condizioni. Queste condizioni di lavoro esistono
dall’inizio della costruzione delle gallerie, tra il giugno 1944 e l’ottobre 1994, e
causano in media, 4 deportati "Annientati" giornalmente; con l’inizio della
costruzione delle officine per il montaggio degli aerei il numero sale alla cifra record
di circa 40 deportati morti giornalmente tra la fine dell’anno 1944 e il 1945.
In realtà la conta giornaliera varia poichè il "Conto" dei
deportati spesso dipende dai "Capricci "dei sorveglianti (84). Malgrado tutti
questi inimmaginabili sacrifici di uomini, KAMMLER e FIEBINGER non riescono a finire, prima
della fine della guerra, questa gigantesca costruzione in St. Georgen sul Gusen. Soltanto
il compimento di poche centinaia di mq., nella parte nord-est dei reparti dividevano la
parte di produzione al resto delle costruzioni progettate alla fine dell’anno 1943 (85).
All’inizio dell’anno 1945 la produzione delle fusoliere per l’aereo Me 262 gira a pieno
ritmo, in parallelo al funzionamento della produzione e alla installazione di nuovi
impianti industriali che nella primavera del 1945 vengono iniziati. Gli scavi per un
progetto supplementare di produzione nell’area sud-ovest fanno sì che alla fine
della guerra, nel 1945, la superficie della galleria risulta lievemente superiore ai
50.000 mq (86). La produzione, dapprima, viene portata avanti da migliaia di deportati poi,
al compimento delle gallerie, il loro numero deve essere aumentato. I deportati sono
disposti su linee di montaggio lunghe più chilometri, i quali devono disossidare
lamiere, costruire parti di aereo come ali portanti e carlinghe per i caccia a reazione
Me 262 e spedire in convogli quanto prodotto in St. Georgen verso i gruppi dell’aeronautica
a cento chilometri, nascosti nei boschi. La maggior parte di questi gruppi fa capo ad un
grosso aeroscalo dove tutte le parti dell’aereo vengono montate e collaudate, quindi pronte
per entrare in volo.
Già sin dall’inizio l’inferno di St. Georgen/Gusen II è considerato come una
temuta stazione di capolinea per ogni deportato dove, la sua vita per le SS, "Non vale
una pallottola". I deportati sopravvissuti del "Peggior Lager di sterminio della
grande Germania ", non possono dimenticare l’infernale macchina di morte nella
"BERGKRISTALL" e possono dare oggi ancora testimonianza della perfezione
raggiunta in St. Georgen e Gusen per lo sterminio di migliaia di incolpevoli uomini,
attraverso il lavoro. In qualunque comando essi siano inseriti diventano "Votati alla
morte", diventano tutti vittime della "Legge scritta in nessun codice" la
quale dopo "Lunghi anni di esperienza con i deportati" ha dato la
possibilità di avere un luogo, come St. Georgen/Gusen; posto ideale per la
costruzione del "Gruppo speciale KAMMLER".
Il tran tran giornaliero di ognuno nelle gallerie di St. Georgen descrive uomini condannati
alla morte, presto trasformato in una grande tragedia umana, che in questo periodo macchia
la storia del territorio di St. Georgen sul Gusen. Un deportato sà che può
essere svegliato con un bastone alle 4 di notte e deve saltare fuori dal letto per essere
bastonato.
Nel castello dove ha dormito ha diviso il posto con 4 altri deportati e non sa se alla
seguente notte sarà ancora vivo. Tutte le baracche esistenti sono contaminate da
insetti e si può parlare di sonno normale solo in casi eccezionali. Parecchi
deportati, quando sono ritenuti dalle SS,"Un buon gruppo" di lavoro, in
St. Georgen, sono ospitati nelle baracche provvisorie al di fuori del Lager di Gusen II.
Un deportato dopo la "Sveglia" circa alle 5 del mattino, con il passo di corsa
si deve lavare e vestire e riceve un liquido colorato di nero chiamato, chissà
come, "Caffè". Questo caffè è senza zucchero e senza pane
ed è il solo "Pasto" caldo dato nel campo. Dopo questa "Colazione" segue
l’appello e la prima conta dei deportati, si contano quelli che nella notte non sono morti
e quanti sono "Abili al lavoro" poichè è su questa base che la DEST
per la MESSERSCHMITT GmbH deve poter presentare la forza lavoro all’inizio della giornata (87).
Dopo l’appello, vengono spinti a lato dei binari ferroviari per essere caricati su vagoni
aperti che in questo periodo sono sempre pronti e inviati a St. Georgen, distante 2 Km.
Dopo un breve viaggio, fin dopo il ponte ferroviario della rimorchiabile presso la FARTHOFER,
giacciono rampe di carico in legno dove vengono scaricati i deportati che arrivano con
grande fretta sotto i colpi e l’abbaiare dei cani; sono poi raggruppati in un prato, con
attorno un’alta cinta tra il terrapieno della ferrovia e la FARTHOFER, e lì si
formano gruppi ben allineati di cinque deportati per fila per cento file totali.
Quando escono dalle singole gallerie i gruppi di lavoro delle turno precedente, i
500 deportati, sotto il comando del capo superiore vengono bastonati e spinti dai
Kapò e dai soldati SS, a passo di corsa davanti alle case di FARTHOFER sulla strada
della stazione. I cinque deportati che formano una fila, se occorre, quando qualcuno dei
deportati non può più tenere il "Tempo dell’andatura", lo devono
trascinare fino al posto di lavoro senza variare il "Tempo dell’andatura".
Già dal mattino presto le SS costringono al passo di corsa, che deve essere fatto
senza perdere alcuna battuta, sospinti dai cani e sotto la minaccia del forno crematorio
di Gusen I che può sempre essere raggiunto: posto già acquisito dalla
selezione giornaliera a cui la "Forza deportati" deve sottostare.
Molti deportati vengono,durante la marcia di avvicinamento, aiutati da altri deportati,
dando la speranza di poter vivere un giorno di più. Quei deportati che durante la
"Marcia di avvicinamento" sono deboli e dato che la produzione non deve essere
pregiudicata, vengono lasciati ugualmente sul posto di lavoro fino al loro sfinimento
e "Lasciati cadere" senza alcun soccorso e cura, fino alla partenza della marcia
per fine turno della sera. Vengono poi raccolti dai loro compagnie e buttati sulle
"Carrette dei morti".
Ancor prima di arrivare, nelle gallerie, nelle vie per la stazione tra GRASSER e FARTHOFER
i "500" vengono esaminati sull’integrità fisica e contati. Su questa
strada rompono i ranghi e allora i "500" suddivisi nei gruppi di lavoro
corrispondenti vengono diretti in una piccola galleria verso GRASSER nella
"MARIENGRUBE" e attraverso le gallerie del deposito, presso la casa di POETSCH,
vanno diretti ai loro posti di lavoro e là inizia per loro, la produzione
"BERGKRISTALL": un turno che va dalle 6 del mattino, per 12 ore piene di lavoro,
con termine alle 18.
Il turno viene solo interrotto per un quarto d’ora che serve ai deportati per mangiare.
Per questa pausa i deportai ricevono una "Zuppa" chiara per lo più fredda
e qualche scampolo di rapa o patata, ma non sempre. Alla sera i deportati del turno di
giorno ricevono il cambio da altre migliaia di deportati per il turno notturno, spingendosi.
Nel luogo di lavoro i deportati sono insediati come le macchine essendo completamente
ignorati dai capi operai, dai civili e dai custodi SS in quanto sanno che questi uomini
non devono più esistere. Al di fuori di pochi lavoratori civili, Kapò e
guardiani SS, è proibito, salvo pena, parlare con i deportati e quando qualcuno di
questi lo deve fare si avvicina loro. E’ assolutamente proibito il colloquio tra i deportati
stessi poichè "Neppure una parola" si deve dire. I deportati sono
posizionati in vario modo fra le lunghe file dei vani di lavoro addossati alle pareti delle
gallerie che persino il contatto a vista con qualunque altro deportato è interdetto.
Alle "Macchine viventi" viene prescritta la lingua tedesca che per la maggior
parte dei deportati risulta incomprensibile, e ad ogni fase del processo lavorativo vengono
comandati con la frusta. Il controllo sulla funzionalità del deportato, da parte del
Kapò, è la "Frustata" data con fili elettrici isolati e tagliati
in giusta lunghezza. Attraverso questo metodo, che una volta veniva usato in modo normale
sugli animali, si sollecita la produzione di una così alta massa di forza lavoro che
deve dare nonostante la maggior parte di loro siano già sfiniti. Il pur minimo errore
che un deportato possa fare è un motivo sufficiente per una totale consegna del
deportato alla volontà barbara del Kapò, il quale fa terminare la punizione
con la morte del deportato, direttamente sul posto di lavoro. Chi, dopo un tale giorno di
lavoro e sotto le bastonate, intraprende la marcia di ritorno al Lager in Gusen si ritiene
fortunato e più tardi alla sera pensa alle "Singole calorie alimentari"
dei giorni futuri.
I morti nelle baracche vengono portati presso la "Toilette" delle baracche stesse,
dove i deportati hanno i rubinetti per lavarsi. L’acqua che scorre dai rubinetti di
queste "Toilettes" è anche inquinata in modo che se qualche deportato la
beve, data la sua indicibile sete, come conseguenza diretta può morire. Prima della
definitiva distribuzione del "Pane" i deportati vengono ancora selezionati nelle
loro baracche e se qualche deportato risulta troppo debole per la giornata di lavoro, senza
esitare, con una delle numerose chiamate nelle baracche è proposto, al Revier per la
iniezione al cuore. Per questo lavoro provvede il capoblocco. In questo modo si ha sempre
il miglior "Materiale umano" nei posti di produzione della
"BERGKRISTALL" e il risparmio del pane che questi deportati, forse per giorni o
settimane, avrebbero avuto bisogno oltre che sul lavoro, anche nel Revier. Nelle fredde
giornate invernali si sostituiscono le iniezioni con il lasciare all’aperto, i deportati
già destinati al forno crematorio, presso il lavatoio "Bagno della
morte" fino a che la bassa temperatura li fà morire.
Ogni notte, presso il lavatoio, un gruppo speciale prende le salme ammassate e le trasporta
al forno crematorio del KZ di Gusen I, dove giornalmente si bruciano un alto numero di
cadaveri presi dai cumuli giacenti dove vi possono essere anche corpi di deportati
moribondi schiacciati dal peso degli altri cadaveri. I deportati "Moribondi o mezzi
morti" vengono abbandonati completamente sotto la pila uccidendoli prima che vengano
messi nel forno crematorio.
Nei pochi mesi dell’anno 1945 fino alla fine della guerra i deportati in Gusen morti
comunicati ufficialmente sono circa 9.000 compresi quelli presunti bruciati nel
crematorio (88). Appena terminata l’eliminazione, i deportati rimasti, hanno il controllo
giornaliero dei pidocchi e chi ha la barba è soggetto alla "Costrizione della
rasatura", poi viene distribuito il "Pane " ai rimanenti deportati.
Con un chilogrammo di pane si devono saziare, all’inizio 6 deportati, e più tardi
12 deportati. E’ immangiabile, ricoperto di muffa questa specie di pane nero, fatto con una
miscela di segatura e una polvere di piante. Sebbene molti deportati mangiano questo pane
con ribrezzo, è comunque il pasto del giorno. E’ insufficiente la quantità
disponibile e deve servire per la loro esistenza (89).
Così vengono gasati con il gas ZYKLON B, il 22.4.1945, nel KZ Lager Gusen I circa 900
deportati ammalati e sfiniti. Nel KZ Lager Gusen II vengono uccisi circa 600 deportati con
accetta e bastone. Come sembra l’ordine viene impartito dal capo del Lager; ZIEREIS disse
sul letto di morte: "L’ordine del ministro del REICH HIMMLER era di ucciderli
tutti", portandoli nelle gallerie, murare gli ingressi, poi con qualche materiale
esplosivo fare saltare tutto (90).
Già alla fine di marzo una grande quantità di deportati sono costretti a
lasciare i sotto campi alla volta di Gusen e Mauthausen con marce forzate a piedi dove per
molti deportati sono state marce mortalì , per altri invece è stato un ritorno.
Pochi giorni prima dell’imminente crollo della grande Germania e del REICH costruita sui
morti; capi operai e lavoratori civili delle gallerie di produzione in St. Georgen fanno si
che la produzione ai primi giorni del maggio 1945 vada a vuoto in attesa di passare
dall’altra parte.
Il 3 maggio 1945 viene nella "BERGKRISTALL" attivata una fornace elettrica dove
vengono bruciate le documentazioni. Nello stesso tempo le SS iniziano a sopprimere
deportati con la ferocia della tirannia.
Il giorno prima il comandante del KZ di Mauthausen riceve per la prima volta il delegato
della Croce Rossa Internazionale LOUIS HAEFLIGER, che è partito dalla Svizzera con
un convoglio di vettovaglie, conformemente ad una trattativa con il comandante dei campi
di concentramento, KALTENBRUNNER, per la liberazione dei deportati di Francesi , Olandesi
ed Inglesi (91).
Un deportato conferisce, con il permesso del comandante del campo ZIEREIS acquartierato
in una caserma delle SS adiacente alle mura della fortezza di Mauthausen, con altri
ufficiali SS. Nel campo questo delegato conosce un deportato che riferisce che le SS
preparano la distruzione del complesso dei Lager di Mauthausen e Gusen.
Un ordine da Berlino vuole l’uccisione di tutti i deportati dei KZ-Lager di Gusen
I e II compresa la popolazione civile di St. Georgen sul Gusen per l’avvicinarsi del nemico.
Gli abitanti di St. Georgen ed i deportati dei KZ, secondo questo ordine, devono essere
evacuati, sotto il miraggio di un allarme aereo, nelle officine di montaggio dei reattori
dei caccia, assieme ai 10.000 deportati che devono morire, facendo saltare il
complesso "BERGKRISTALL".
Il comandante della fabbrica di aerei di fronte all’ordine di assassinare una
così grande massa di persone cerca un deportato che attraverso personali impegni
faccia impedire l’imminente esplosione della "BERGKRISTALL".
Prima del 4 maggio 1945 il deportato riesce dopo un colloquio con il comandante ZIEREIS
a procurarsi un’autovettura per andare incontro agli americani, già arrivati nella
zona di LINZ, per avere una veloce liberazione dei Lager della regione.
Riuscito il contatto il 5 di maggio del 1945 nella parte nord del circondario comunale di
St. Georgen un panzer americano si spinge sulla Lungitzer-Strasse e attraverso la piazza
del mercato di St. Georgen arriva a liberare i KZ-Lager di Gusen I e II: subito dopo segue
la liberazione della Fortezza di Mauthausen.
Le prime "Truppe americane "giungono il 7 maggio 1945 con l’11° panzer e la
26° divisione di fanteria del XII corpo della 3° armata americana sotto il comando del
generale S. PATTON a St. Georgen dove, dopo aver requisito alcuni fabbricati insedia
subito un locale governo militare con il 260° reggimento di fanteria.
Con la massima priorità, in una lunga settimana tra difficoltà varie, vengono
trasportati tutti i moderni macchinari e parti di ricambio esistenti nelle gallerie per la
fabbricazione dei reattori già assiepati. Questo materiale prende la via dell’ovest,
prima che da est arrivino le truppe sovietiche (92)
Il 29 luglio arrivano i russi; la guerra fredda è già iniziata, lasciando
nelle loro mani, piccole e grandi macchine che fino all’anno 1947 prendono la via dell’est.
Il 15.11.1947 tutto ciò che in breve tempo con sacrificio di migliaia di deportati
si è costruito, come le vaste gallerie vicino al nucleo di St.Georgen, deve essere
fatto saltare dai genieri anche con una certa insufficienza dei mezzi a disposizione (93).
Gli americani attivano la "Distruzione delle officine MESSERSCHMITT tramite la
popolazione che è comandata per la "Rimozione" dei spaventosi residui che
nella fretta le SS non poterono far scomparire eliminandoli.
In Gusen rimangono ancora 7.000 deportati: ai più deboli è stata data
assistenza alimentare e medica attraverso il 131° ospedale di evacuazione nel quale i
deportati potevano riprendersi la buona salute e preparare il loro rilascio.
Nonostante questi sforzi all’inizio del giugno 1945 non sono riusciti a salvare 2.000
deportati che morirono dopo la liberazione (94).
Il KZ Gusen II, quando è caduto nelle mani degli americani, è contaminato
da insetti nocivi ed epidemie, perciò le costruzioni in pietra vengono subito
disinfettate e le provvisorie baracche di legno di grosse superficie vengono bruciate.
Questo ex KZ Lager di Gusen I viene utilizzato nel primo anno di pace dalle truppe
Sovietiche di occupazione, che lo usano come alloggiamento del grosso della truppa.
All’esterno la popolazione rurale è terrorizzata da deportati criminali.
Gli impianti ferroviari della DEST vengono usati un’ultima volta per la partenza dei
russi come forza di occupazione della MUEHLVIERTEL nell’anno 1955. Essendo questa linea
di servizio usata per il trasporto dei soldati, la popolazione del circondario della
stazione della linea ferroviaria LINZ-SUMMERAU non viene molestata dai soldati stessi.
Anche le molte baracche erette in St. Georgen già da tempo sono state fatte saltare
e i binari sono stati tolti con il nuovo raggiungimento della Sovranità Austriaca
su questo territorio.
Oggi molti degli abitanti del Comune di St. Georgen sul Gusen
stanno muti di fronte all’incomprensibile fabbricato in mattoni, ferro e cemento, dove
la testimonianza collettiva, con le lacrime degli ex deportati che vengono a visitare
questo monumento a St. Georgen, provoca dolore da decenni e dove la follia del regime
di allora, ha costruito un centro industriale a St. Georgen, che deve essere condannato
dall’uomo e dalla storia.